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Salad Days Magazine | December 3, 2020

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Kadavar ‘For The Dead Travel Fast’

Kadavar ‘For The Dead Travel Fast’
Salad Days

Review Overview

6
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Rating

KADAVAR
‘For The Dead Travel Fast’-CD
(Nuclear Blast)
6/10


Impeccabili, I Kadavar, escono con il quinto album studio, continuando il sodalizio con la Nuclear Blast. Con quest’album il trio si evolve verso atmosfere gotiche. ‘For The Dead Travel Fast’ comincia con una canzone che titola ‘The End’, un intro che apre la porta ad un suono nuovo, fatto di suggestioni cupe, sentori di sonorità synth e quasi dark ambient. Innegabile come i Kadavar si stiano muovendo sempre di più verso il kraut rock delle origini, tra implicazioni neo-gotiche e scenari sonori che potrebbero configurarsi come una perfetta colonna sonora. Non mancano i soliti riff hard rock dai richiami 70s. Questa volta però ci troviamo davanti all’intento di creare una sospensione onirica, tra organi e cori armonici. Fu proprio negli anni settanta che il prog-rock enfatizzò maggiormente il lavoro di registrazione e dell’arrangiamento, allontanandosi sempre di più dall’attitudine genuina del rock’n’roll. Questo perché i progressi degli strumenti di registrazione erano così avanzati che sembrava impossibile non sfruttare la nuova tecnologia. I Kadavar si ispirano completamente a questo tipo di modalità ma per quanto il loro album sia l’ennesima dimostrazione manierista è il pathos a mancare, la magniloquenza, la propensione al tragico e all’apocalittico. ‘For The Dead Travel Fast’ è innegabilmente un bel disco ma così freddo e piatto che non lascia altro che un compito a casa ben fatto. Il disco chiude con ‘Long Forgotten Song’, a metà tra una ballad ed una suite decadente ma niente di più che un impeccabile esecuzione ed un impeccabile composizione senza cuore.
(Valentina Vagnoni)

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