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Salad Days Magazine | April 28, 2017

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King Buffalo ‘Orion’

King Buffalo ‘Orion’
Salad Days

Review Overview

8.5
8.5
8.5

Rating

KING BUFFALO
‘Orion’
(Stickman/Self)
8.5/10


A volte per descrivere un nuovo lavoro di qualche band si cercano strani aggettivi, frasi ad effetto, improbabili paragoni, lo si fa per rendere più intrigante l’immaginario dei possibili fruitori o per “salvare” il disco stesso dall’oblio. Qui di orpelli non ce n’è di bisogno. ‘Orion’, dei King Buffalo, è un album davvero suonato bene, alla grande, con canzoni ispirate e ricercate. Sono le stesse canzoni che parlano, man mano che si snocciolano, ed è un linguaggio stratificato, suoni carichi di psichedelia, a tratti stoner come nella micidiale ‘Sleep On A Vine’. E’ una marmellata, un impasto pieno di calore, che crea un collante piacevole tra un brano e l’altro, i suoni delle chitarre riverberate, e soprattutto un drumming vario e potente, esaltano ogni passaggio. Interessante la song ‘Goliah’, divisa in due parti, dove nella prima, con seducente serpeggiare, un arpeggio ci fa fantasticare su paesaggi desertici, suggestivi; mentre nella seconda parte un fuzz che ci soffoca in gola e ci stordisce. Ottima. ‘Orion’ è un lavoro che non perde mai di mira il suo bersaglio, si arriva così alla fine con un macigno da dieci minuti. Una voce salmodiante ci introduce in un area dove la musica si colora di un oscurità brillante, che ci impregna e ci fa assorbire tutti i magnifici sapori che ‘Drinking From The River Rising’, con i suoni riverberi e vibrazioni, ci mette a disposizione. Notevole esordio.
(Giuseppe Picciotto)

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