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Salad Days Magazine | November 30, 2022

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KORN ‘REQUIEM’

KORN ‘REQUIEM’
Salad Days

Review Overview

6.5
6.5
6.5

Rating

KORN
‘Requiem’-CD
(Loma Vista Recordings)
6.5/10


Lo sterile esercizio di comparare ogni nuovo disco con i primi tre (capo)lavori dei KoRn non ha ovviamente molto senso nel giudicare la nuova fatica. Trovarsi di fronte a ‘Requiem’ con gli occhi, e le orecchie, di chi ha assistito in prima fila alla nascita e all’affermazione dei primi “movers” numetal lascia tutto sommato un buon sapore, consci che di acqua sotto i ponti da quel famoso debutto autointolato del 1994 ne è passata davvero tanta e che, nel frattempo, si è portata via mode, feud, scalate mainstream e successivo fallimento di quello che possiamo, a torto o ragione, definire come uno dei fenomeni più impattanti della musica heavy degli ultimi decenni. Appare chiaro che in ‘Requiem’ sia proprio Jonathan Davis a prendere le redini delle operazioni, dando finalmente forma a quell’immaginario dark, crepuscolare e drammatico che ricorda da vicino i suoi esordi da solista, impacchettando il tutto ovviamente sotto la veste ‘KoRn’. Manca qui quel groove “urbano”, il famoso intreccio di chitarre della coppia Head/Munky e gli scatti di pazzia (sia musicali che vocali, l’unico “gibberish” di Davis viene relegato nella conclusiva ‘Worst Is On Its Way’) ma in cambio otteniamo un incedere di chitarra molto deciso, organico e potente, una serie di melodie azzeccate (dall’iniziale ‘Let The Dark Do The Rest’ che sarebbe piaciuta a zio Ozzy, alla decisamente radiofonica ‘Disconnect’) e quell’atmosfera spooky e drammatica che ora brilla di luce (nera) propria e non riflessa. ‘Requiem’ è un disco KoRn in tutto e per tutto, e chi è un fan di lunga data della band non faticherà a trovare riferimenti alle varie “fasi” della vita artistica dei californiani.
(Davide Perletti)

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