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Salad Days Magazine | February 17, 2020

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Kreator ‘London Apocalypticon – Live At The Roundhouse’

Kreator ‘London Apocalypticon – Live At The Roundhouse’
Salad Days

Review Overview

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Rating

KREATOR
‘London Apocalypticon – Live At The Roundhouse’-DOUBLE LP
(Nuclear Blast)
5/10


Per chi scrive, i Kreator fino al 1990 (cioè fino al capolavoro ‘Coma Of Souls’) sono assolutamente intoccabili. La loro brutalità, velocità di esecuzione e l’odio sprigionato da ogni solco vinilico inciso fino ad allora è di assoluta qualita’. Poi, come spesso accade, si entra nei 90′s, via i pantaloni attillati dentro quelli larghi, e la proposta musicale di conseguenza cambia. ‘Renewal’ (titolo profetico) del 1992, assurdo polpettone industrial-thrash mi è terribilmente indigesto, ma non è che le produzioni successive mi abbiano fatto saltare sulla sedia, anzi. Suoni più moderni, troppi mid tempo, troppa melodia, mi fanno desiderare si fossero tolti dalle palle nel 1991. Ed invece eccoli qui, forti di una nuova carriera inaugurata con Nuclear Blast, che li ha riportati prepotentemente sulla cresta dell’onda. Questo live a Londra è una celebrazione di tutto ciò. 17 brani, pochissimi estratti dagli album che li hanno fatti diventare leggendari, quasi totale dominio della produzione degli ultimi anni. La cosa mi dispiace e molto, visto che i brani incisi negli anni’80 sono dei missili ancora oggi, in grado di polverizzare tanti thrasher in erba con troppe toppe cucite sullo smanicato di jeans. Dopo una intro per scaldare l’atmosfera, si parte con ‘Enemy Of God’, seguita a ruota da ‘Hail To The Hordes’. Il terzo pezzo in scaletta viene dedicato da Mille Petrozza a tutti old schooler presenti in sala, ed è la terrificante ‘Awakening Of The God’s, dall’Ep del 1986 ‘Flag Of Hate’. Qui cominciamo a fare sul serio, peccato che dei 7 minuti e rotti della versione originale, ne vengano suonati appena 3 minuti e 45 secondi, mutilandola orribilmente a favore di ‘People Of Ther Lie’ (da ‘Coma Of Souls’), graditissima ci mancherebbe, ma ‘Awakening Of The Gods’ caro Petrozza me la dovevi inseguire nella sua interezza (anche perchè ‘Fallen Brother’ nei suoi 7 e rotti minuti è stata eseguita in full effect, con tanto di dedica a Dimebag Darrell dei Pantera, tra il tripudio generale). ‘Flag Of Hate’ viene accolta da un boato di approvazione ed il gruppo si butta capofitto nella sua esecuzione, perfetta e assassina allo stesso tempo. A ruota seguono ‘Phobia’, ‘Horder Of Chaos’, l’interludio per rifiatare ‘The Patriarch’, ‘Violent Revolution’. E poi, arriva lei, ‘Pleasure To Kill’, che da il nome al secondo terremotante album del combo di Essen (citato come fonte di ispirazione da moltissime band death metal). Il brano migliore di questo live, suonato con violenza cieca e sorda, ultimo invito della band a massacrarsi nel pit. Chiude l’outro ‘Apocalypticon’. Bhe’ che dire: prodotto curatissimo, registrato ottimamente, la voce di Mille regge ancora, Ventor (l’unico altro pezzo originale nei Kreator) fa il suo dovere cosiccome gli altri membri della band. Il problema è che si è dato troppo spazio alla produzione moderna piuttosto che a quella classica, quasi a demarcare due epoche sì legate tra loro, ma anche terribilmente lontane l’una dall’altra. Se siete fan sfegatati, fateci un pensierino, altrimenti recuperate il concerto tenutosi per celebrare la caduta del muro di Berlino dal titolo ‘Live In East Berlin – 1990′. Li sono davvero di un altro pianeta…
(Marco Pasini)

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