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Salad Days Magazine | July 20, 2018

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Lamb Of God ‘VII: Sturm und Drang’

Lamb Of God ‘VII: Sturm und Drang’
Salad Days

Review Overview

8
8
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Rating

LAMB OF GOD
‘VII: Sturm Und Drang’-LP
(Nuclear Blast)
8/10


Era inevitabile che le vicende giudiziarie del singer Randy Blythe avessero ripercussioni anche sul settimo disco in studio dei suoi Lamb Of God. ‘Sturm Und Drang’ arriva cronologicamente dopo il monolitico ‘Resolution’ e le note vicissitudini del singer della band, chiamato a rispondere delle accuse di omicidio per la morte del giovane Daniel Nosek durante un concerto dei Lamb Of God tenutosi a Praga nel 2010. Se seguite sui social network i post e gli articoli del cantante di Richmond avrete notato il suo cambio di registro nell’approccio alle cose della vita (il post ‘Be Carefully’ sull’account Tumblr Randonesia è davvero esplicativo), e tutto questo si riflette anche in questo album. Non mancano ovviamente i brani con il tipico trademark LOG, quel metal tipicamente americano (NWOAHM per gli amanti delle etichette) un po’ panteroso che risplende in un brano dai forti rimandi thrash metal come ‘Anthropoid’ o nella dritta per dritta ‘Footprints’, ma sono ovviamente i brani più melodici e che differiscono dal registro standard della band a stupire ed in positivo. Partiamo da una ‘Overlord’ che prevede l’utilizzo quasi esclusivo di clean vocals, il singolo opprimente e ricco di groove ’512′ che sembra quasi riprendere la struttura della nota ‘Walk With Me In Hell’ ma con il piede dell’acceleratore alzato per sfociare nelle due inattese collaborazioni presenti nel disco: una spiazzante ‘Embers’ con coda melodica di Chino Moreno (Deftones, Team Sleep, Crosses) e una ‘Torches’ posta a conclusione del lavoro con comparsata di Greg Puciato (The Dillinger Escape Plan) a fare da contorno al monologo di Randy Blythe. ‘Sturm Und Drang’ è un disco che cerca intelligentemente di alzare l’asticella per allargare gli orizzonti della band e allo stesso tempo di scantonare il pericoloso rischio di diventare la caricatura di se stessi. Esperimento vincente anche se con qualche doverosa riserva: un disco che metterà a dura prova i fan “duri e puri” della band, ma che rappresenta probabilmente lo snodo più importante (e riuscito) per uno dei più importanti gruppi metal di questi anni.
(Davide Perletti)

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