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Salad Days Magazine | January 25, 2022

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Leftover Crack ‘Constructor Of The State’

Leftover Crack ‘Constructor Of The State’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

LEFTOVER CRACK
‘Constructor Of The State’-LP
(Fat Wreck Chords)
8/10


Si dovrebbe scrivere tutto in “Caps Lock”: non esiste un disco deludente dei Leftover Crack, punto e basta. Sono tornati, carichi, nevrotici, pungenti, spediti. Per chi non avesse mai sentito parlare di questi giovanotti invecchiati: i Leftover Crack nascono nel 1999 dalle ceneri di una delle più affermate squatter band americane, i Choking Victims: hardcore, punk, ska, testi politicizzati al massimo e una carica adrenalinica ineguagliabile. Ecco cosa sono riusciti a produrre in quel di New York City negli anni, ed ecco cosa stanno producendo i Leftover ancora ora. L’esordio della band è del 2011, momento nel quale scoppiò una diatriba con la Fat Wreck per il titolo del loro primo album il quale titolo sarebbe stato ‘Shoots The Kids At School’ ma che divenne ‘Mediocre Generica’. Ancora nel 2004 pubblicano ‘Fuck World Trade’ con un occhio polemico di riguardo sull’accaduto a New York nel 2001… le torri gemelle. Non sono mai stati “calmini” né a livello musicale né a livello lirico o testuale che dir si voglia ed è proprio questo il fattore emblematico e di rilievo che li ha portati ad essere uno dei gruppi di testa del punk in vari continenti. ‘Constructor Of The State’ è il nuovo album, la loro vena caotica e pungente rimane costante. I brani sono tredici, chiaramente differenti l’uno dall’altro come di consueto nei loro dischi. Si passa da ritmiche prettamente hardcore, tupa-tupa nevrastenici e voce strillata, a motivi punkrock incalzanti, caratterizzati da colpi di cassa in 4/4 e mid-tempo su timpano e rullante. Le chitarre sono graffianti, sporche, distorte e il basso è pompato in modo molto classico, tipico di un melodic hardcore degli anni’90. I Leftover Crack somigliano ai Leftover Crack, non si possono dare diversi riferimenti, non è facile creare similitudini. La voce di Stza, il frontman della band, è carica come sempre… non cede! Dice: “Abbiamo lavorato a questo album per anni… quando abbiamo registrato durante questa primavera (2015) tutto è divenuto ciò che ci aspettavamo e che non vedevamo l’ora di pubblicare da tempo…”. Durante l’ascolto vengono fuori componenti elettroniche, synth e tastiere, una componente “pazza” se si pensa inserita in un contesto punk, ma loro sanno fare bene anche questo. Un mondo devastato, una società ormai ai limiti, depressione, malinconia, voglia di tirar fuori la propria voce ancora una volta, sono questi i temi generali dei testi di questo disco, basta leggere qualcuno tra i titoli dei pezzi: ‘Corrupt Visions’, ‘System Fucked’, ‘The Lie Of Luck’, ‘The War At Home’. Non delude, non deludono, vanno ascoltati e riascoltati. Stanno per andare in tour con gli Anti-Flag negli States e se mai dovessero tornare live anche dalle nostre parti, chi se li perde?
(Turi Messineo)

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