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Salad Days Magazine | January 21, 2022

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MoE ‘Examination Of The Eye Of A Horse’

MoE ‘Examination Of The Eye Of A Horse’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

MoE
‘Examination Of The Eye Of A Horse’-CD
(Conrad Sound/Wallace Sound)
7.5/10


I Moe, il trio noise più famoso di Oslo, torna con il quarto album, prodotto ancora una volta da Conrad Sound ‘Examination Of The Eye Of A Horse’. Le chitarre pain and suffer, metalliche, scordate, intonano cantilene e lamenti. La voce è agonizzante e la modalità con cui il suono viene distorto è insano e malato. C’è una sorta di richiamo a quelli che furono i Sonic Youth, nel loro periodo più dark, uniti alle ritmiche ossessive dei Melvins. L’album è dominato da un senso di claustrofobia, che si trasforma in tracce come ‘Paris’ in punk frenetico e alienato. C’è un senso di desolazione che pervade tutto l’album, dato dalle chitarre dissonanti ma ossessive. I MoE sono irregolari ma alla fine risuonano in testa come quella goccia che cade sempre sullo stesso punto, fino a corroderlo. La voce è centrale per l’intero disco, perchè trascina come un rituale macabro il sound decadente, distorto e malato, come in ‘Doll’s Eyes’, dove la voce, a volte languida, ti trascina in un abisso maniacale e fobico. ‘Letters Of Pliny’ è l’ultima traccia, dura 8 minuti, ed è la sintesi, sebbene lunga, di ‘Examination Of The Eye Of A Horse’; un intro fatto di soli rumori della durata di due minuti apre alla discesa in un incubo paranoico; la voce è bassa, quasi confidenziale, a metà tra una richiesta di aiuto ed un tentativo di ammaliare, come il predatore che gira intorno alla preda ma alla fine la canzone si trasforma in un delirio noise dal fascino morboso e sadico. I MoE sono come quelle ossessioni che ti girano in testa, di cui ti vorresti liberare, ma la verità è che non puoi farne a meno.
(Valentina Vagnoni)

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