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Salad Days Magazine | January 26, 2022

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Morbid Saint ‘Sprectrum Of Death’

Morbid Saint ‘Sprectrum Of Death’
Salad Days

Review Overview

10
10
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Rating

MORBID SAINT
‘Sprectrum Of Death’-LP/2xCD/Digital
(Century Media)
10/10


Ci sono gruppi, che pur non essendo mai saltati agli onori delle cronache e di conseguenza hanno languito nei meandri dell’underground, conosciuti solo da pochi cultori, sono lo stesse delle vere e proprie leggende. I Morbid Saint, dal Wisconsin (USA) appartengono a questa categoria. Se nel 1988, il loro capolavoro ‘Spectrum Of Death’ fosse stato stampato (anche solo) dalla Combat Records o dalle Metal Blade (invece che della piccolissima e sconosciuta messicana Avanzada Metallica, prima etichetta metal a nascere nel paese delle tortillas da un’idea dei due giornalisti Lazarov e Hernandez) credo proprio che le cose sarebbero andate in maniera molto differente. Dopo la ristampa Relapse e le tonnellate di bootleg immessi sul mercato nei più svariati formati, tocca al colosso Century Media riportare questa perla sul mercato in una nuova e lussuosa veste. In questa nuova release troviamo l’esordio ‘Spectrum Of Death’ (che in realtà è il demo edito in 400 copie del 1988, poi rieditato dall’etichetta messicana in vinile, modificando leggeremente il suono, in questa veste riproposto senza particolari modifiche in fase di mastering), del 1990, il secondo full length (‘Destruction System’, anch’esso un demo, poi rieditato su vinile e cd nel 2015, qui presentato nel mixaggio ruvido e crudo del tempo), tre pezzi inediti da una session demo sempre nel 1992 e dulcis in fundo, quattro song registrate con la nuova formazione (il cui unico superstite è il fondatore e chitarrista Jay Visser) tra il 2010 ed il 2011. Qui siamo di fronte allo stato dell’arte del thrash metal. ‘Spectrum Of Death’ polverizza quasi tutto quello che usciva al tempo e che esce oggi in ambito thrash. Pezzi serratissimi, non un momento di esitazione ne di cali di tensione. Quando finisci di ascoltarlo, ti sembra di essere stato maciullato da una una trebbiatrice. La voce è maniacale e demoniaca, ricorda quella del primissimo Petrozza dei Kreator di ‘Pleasure To Kill’. Le tracce sono un monumento di riff ad incastro perfetto, mentre la sezione ritmica è un baluardo di mostruosa precsione. Basta ascoltare le violente irruzioni di doppia cassa per rendersene conto. ‘Destruction System’ ci riconsegna un gruppo dal songwriting più maturo. Ci sono meno assalti all’arma bianca, ma lo stile è sempre quello. La progressione nel loro modo di comporre e di strutturare le canzoni rende questo disco uno schiacciasassi inarrestabile. C’è una maggiore raffinatezza e rifinitura, ma il tratto sanguinario è rimasto intatto. I pezzi contenuti nel demo del 1992 sono sulla falsariga di ‘Systematc Death’ ed è una gran bella cosa che siano stati finalmente pubblicati, vista la caratura che possiedono. Aggiungete in fatto che furono stampati su tape in una cinquantina di esemplari, et voilà, avrete ancora di più l’idea di quanto sia stato importante includerli in questa sorta di compilation. Il lotto viene chiuso da quattro pezzi, registrati come scritto più sopra a cavallo tra il 2010 ed il 2011 (con rinnovata formazione) che ci danno l’idea di come i Morbid Saint siano ancora capaci di fare male, proponendo il loro caro vecchio suono, maturato ancora di più. In definitiva se volete capire cosa sia il vero thrash metal e quelle che sono le sue radici, i Morbid Saint sono un gruppo obbligatorio.
(Marco Pasini)

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