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Salad Days Magazine | December 3, 2020

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NAG ‘Nag’

NAG ‘Nag’
Salad Days

Review Overview

7
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Rating

NAG
‘Nag’-CD
(Fysisk Format)
7/10


Ci sono alcune persone che vedono la Norvegia, il satanismo ed il black metal interconnessi tra loro come la Santa Trinità. Era una pantomima allora e lo è adesso. Seppur per alcune band non si tratta solamente di utilizzare un’iconografia rappresentativa. Ma levandosi per un attimo di dosso questo stereotipo grottesco, è possibile vedere la Norvegia non solo come il popolo degli uomini di Odino col corpse paint. Le influenze musicali che si muovono intorno al luogo dove l’oscurità regna sovrana, non sono legate unicamente al sound black. Non esistono solo puristi serial killer o maniaci suicidi che sperano prima o poi di bruciare una chiesa. I NAG sono un’esempio. Si formano nel 2015, vengono da Stavanger e pubblicano il loro primo album per la Fysisk Format Records; la stessa etichetta che produce Haust, Moe, Årabrot e Okkultokrati. Band che vanno ben oltre la fascinazione per le Arti Oscure, per quanto sesso, Satana e violenza vendano benissimo. Il suono dei NAT è una furia punk-hardcore che si unisce all’ influenza black metal e all’attitudine crust. La traccia numero sette del disco titola ‘What Is Punk’ e se sia una domanda mancata o un’affermazione è poco chiaro. Quello che è chiaro è che per i NAT il punk non è un suono né un abbigliamento, quanto più l’unione di fattori non solo musicali; ma soprattutto è comprensibile quanto non abbia alcun senso immolare una band all’altare di un genere che abbia una forma-contenuto unica ed inequivocabile. I NAG passano dal black metal, all’hardcore, al crust, allo sludge, al noise ed immagino che gliene importi ben poco di quanto tutto questo possa risultare più o meno coerente od omogeneo. L’album d’esordio dei NAG è pura violenza e questo è più che sufficiente. Probabilmente l’unico filo conduttore di questo primo disco è questo: la furia cieca che invoca il caos e nega il volersi conciliare con generi o scene musicali fatte di copioni da recitare. I NAG non sono interpreti, ma animali che hanno necessità di dare voce ad un bisogno espressivo, utilizzando un’estetica decisamente oscura che si evolve in pura rabbia sonora, attingendo ad influenze eterogenee e creando il caos perfetto. Nessuna Satanica Maestà si presenta alla volontà dei NAG ma l’oscurità della band norvegese è più pura che mai.
(Valentina Vagnoni)

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