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Salad Days Magazine | September 26, 2020

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Napalm Death ‘Throes Of Joy In The Jaws Of Defeatism’

Napalm Death ‘Throes Of Joy In The Jaws Of Defeatism’
Salad Days

Review Overview

8.5
8.5
8.5

Rating

NAPALM DEATH
‘Throes Of Joy In The Jaws Of Defeatism’-CD
(Century Media)
8.5/10


Quando penso ad una band seminale nell’ambito estremo, i Napalm Death sono tra i primi nomi che mi vengono in mente. Attivi dai primi anni’80, infiniti cambi di line up, i nostri hanno contribuito a creare il grindcore come lo conosciamo oggi, partendo da una base hardcore e punk, estremizzando il tutto (‘Scum’ e ‘From Enslavement To Obliteration’, assoluti in tutti i sensi). Successivamente si sono evoluti in una bestia che si cibava di death metal (il capolavoro indiscusso ‘Harmony Corruption’), per poi negli’90 sperimentare verso lidi inesplorati. I Napalm Death degli anni 2000 sono una creatura sicuramente mutata, piu’ snella e senza troppi fronzoli. Sempre grind, sempre estremi, ma con una rinnovata voglia di abbattere i confini. Questo sedicesimo album, sgombro il campo da possibili sospetti, e’ davvero un bello. Solido, diretto e violento. I nostri suonano convinti e perfettamente consci di dove vogliono andare a parare. Barney Greenway e’ il solito istrione, con la sua voce urlata (profondamente diversa dal growl che usava agli inizi con la band) e i suoi testi politici fatti di metafore. Leggete una sua intervista, dice sempre cose molto interessanti, andando a toccare anche argomenti come l’animalismo e il veganesimo, che non sono affatto scontati. Danny Herrera non sara’ certo il mitologico Mick Harris dietro alle pelli, ma sa ancora come suonare un blast beat. Massimo rispetto sempre e comunque per Shane Embury, vera e propria icona del metal di ieri e di oggi. Manca all’appello (ancora) lo storico chitarrista Mitch Harris, quindi in tutta sincerita’ non so proprio dirvi chi abbia creato e registrato le parti di chitarra. Scrivevo prima della sperimentazione che i nostri portano avanti da parecchio. Ecco, qui la loro passione per band come Coil e Swans viene tutta fuori in brani come ‘Amoral’ e ‘A Bellyful Of Salt And Spleen’, davvero interessanti e diversi dal tipico Napalm sound. C’è un gran bisogno di band come il terzetto di Birmingham, soprattutto in questi tumultuosi tempi, in cui il metal e’ attraversato da correnti di destra che stanno cercando di infettare tutto cio’ che gli si para davanti in quest’ambito…
(Marco Pasini)

Hellfire Booking Agency ed Erocks Production sono più che fiere di annunciare i Napalm Death!

I colossi verranno a trovarci per due date questo dicembre. Fatevi un regalo e venite a massacrarvi con noi.

03 DICEMBRE | SLAUGHTER CLUB, PADERNO DUGNANO

04 DICEMBRE | TRAFFIC CLUB, ROMA

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