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Salad Days Magazine | February 26, 2021

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NEBULA ‘LIVE IN THE MOJAVE DESERT VOL.2’

NEBULA ‘LIVE IN THE MOJAVE DESERT VOL.2’
Salad Days

Review Overview

8
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Rating

NEBULA
‘Live In The Mojave Desert Vol.2’-STREAM LIVE
(Heavy Psych Sounds)
8/10


Cerco di sintetizzare con voti e commenti l’operazione ‘Live In The Mojave Desert Vol.2’. Sarà tutto un po’ a caso, tutto come mi viene ma di stoner si parla non di math rock. Un bel 10 va agli organizzatori della cosa, direi di area ‘Stoned And Dusted’, e all’idea di portare 5 gruppi (indovinate un po’ il genere?) nel deserto, per 5 live streaming e 5 relevant realizzazioni fisiche. Un 4 va al sottoscritto, che si è perso il primo appuntamento, quello con gli Earthless. Un 10 va a Eddie Glass, che scopriamo aver figliato durante il lockdown: tenerissima l’intervista pre-concerto, con il piccolo in braccio. By the way, non sono sicuro mi sia piaciuta la struttura delle 2 ore, l’alternanza domande-concerto: diamo un 5? Mi spiego: set di domande di riscaldamento (con video e live di repertorio, vedi dopo) – prima parte del concerto (tramonto) – set di domande prima dell’encore (essendo un gig senza pubblico fatico a parlare di encore) – seconda parte del concerto (buio) – domande finali. Il flow risulta un po’ troppo spezzettato per i miei gusti, ma anche rispetto allo spirito “free bird”/jamming che dovrebbe esserci sotto. La cosa ottima? Di tutto questo non ci sarà traccia nella realizzazione fisica, quindi un 10 a quelli di Heavy Psych, che ci stanno preparando dei vinili (e non solo) per tutti i gusti! Lo stoner è “prendere o lasciare”, un po’ come la discografia dei Ramones. Ci sono dischi come ‘Road To Ruin’, cioè gruppi fondamentali come i Kyuss, piuttosto che titoli tipo ‘Animal Boy’ o ‘Halfway To Sanity’, e quindi gente tipo Fu Manchu e Nebula, ma sempre di Ramones (o di stoner) stiamo parlando! Da dimenticare (a mio modesto parere) i video di riscaldamento, parte sostanziosa della prima ora di streaming, con questi pattern psichedelici piuttosto banali: avrebbero potuto spendere qualche soldo in più, e coinvolgere gli Otolab (o gli Otolab americani), cazzo! Promossi invece i video di repertorio, parlo dei live (sempre nella prima ora di streaming). Probabilmente ritrovabili su youtube, ma non ho controllato, quindi va bene così! Il montaggio, la resa video del concerto? Un rotondo 5. Tornando al discorso di cui sopra: se devo vedere dei rallentati a successione di fotogrammi, piuttosto che specchi a metà schermo, allora vado da un papà a caso della squadra di basket di mio figlio, che di cose del genere ne fa(cevano) ad ogni partita. Tutto si risolve quando arriva il buio, thanks god: la natura vince. Giochi di luce sulle formazioni rocciose che fanno da scenario ai nostri tre, no effetti, no editing, grande musica: 10, punto! Per i più “tecnici” tra voi: quelli che vogliono la scaletta, cazzo, non la storia! Il concerto si apre con ‘To The Center’, title track del primo album, quindi un bell’asso, tipo: “ricordatevi bene chi siamo, siamo quelli che usciti dai Fu Manchu ci davano per pazzi”! La setlist verte su ‘Holy Shit’, che è ottimo. E c’è pure spazio per un inedito (almeno mi sembra, perdonate il mio non essere un nerd dei Nebula), ‘Highwire’. Cosa mi lascia questa operazione? Una gran voglia di vedermeli vis a vis (interessante avere la conferma di quanto l’Europa sia importante per i gruppi ammericani… anzi, bello saperlo). Budget permettendo, una gran voglia di prendermi qualche edizione marbled di questo set e dei prossimi (e anche degli Earthless, se li recupero!). Ho poi una gran voglia di godermi il nuovo progetto Oliveri/Bjork, gli Stoner: saranno il gran finale di questa serie. Ecco, pensando a Oliveri e Bjork mi viene un bel sorriso, di quelli splendenti tipo Daygum. E’ gente che di royalties e di allori del periodo Kyuss (e per Oliveri anche del periodo QOTSA, a meno che non si sia fatto fregare da Homme) potrebbe vivere tranquillamente forever and ever, spandendo merda a noi mortali. Invece no. Lo stoner è questo. Fottersene di tutto e di tutti, trovarsi coi propri amici, bere birra e suonare: un privilegio per pochi!
(fmazza1972)

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