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Salad Days Magazine | January 26, 2021

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Nibiru ‘Qaal Babalon’

Nibiru ‘Qaal Babalon’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

NIBIRU
‘Qaal Babalon’-CD
(Argonauta)
8/10


Con il nuovo album, ‘Qaal Babalon’, i Nibiru si affermano nuovamente come una delle band più interessanti del panorama italiano e non solo. Intorno alle scelte stilistiche si traccia una linea di demarcazione che rende il sound un marchio a fuoco. I Nibiru non sono una band metal e quando sopra una band è difficile porre un’etichetta allora vuol dire che la direzione è quella giusta. Rituali, oscuri, decadenti, funerei. Con ‘Qaal Babalon’ i Nibiru continuano a celebrare un rito iniziato sin dal primo album. Il disco, si apre con una traccia di quattordici minuti ‘Oroch’. Tra occult ambient, harsh noise e drone. Non esiste la forma canzone. Si aprono le porte per una dimensione oscura che rende ancora una volta la musica del trio non solo musica, bensì una scelta concettuale, fisica e spirituale. I Nibiru vanno vissuti, non ascoltati. L’album continua con una cavalcata dai ritmi tribali, sopra i quali viene costruita una dimensione sonora ascetica, accompagnata da una voce infernale, a metà tra un grido dilaniato ed una voce-guida per l’Aldilà. Le chitarre sono così pesanti e lente che schiacciano ogni pensiero cosciente. Non c’è più nulla di terreno ormai e più l’album va avanti, più il rito diventa intenso. Con il terzo brano ‘Bahal Gah’ il suono comincia a dilatarsi, distendersi, espandersi: la voce scandita, le chitarre lente e distorte, i ritmi trascinati, fino a trasformarsi in un caos dall’atmosfera apocalittica. Con l’ultimo brano ‘Oxex’ si conclude il rituale. Dieci minuti che sembrano uno come mille, entrati ormai in una dimensione dove il tempo non esiste. L’intero album non è altro che un flusso di coscienza. Si passa dagli Inferi per poi arrivare alla Luce. ‘Qaal Babalon’ è la conferma di come il trio torinese abbia la completa padronanza di ogni dettaglio stilstico e di come siano riusciti a creare, negli anni, un suono che è quello dei Nibiru e di nessun altro. Una ricerca sonora ed un’attitudine che da tempo mancavano nella scena underground italiana.
(Valentina Vagnoni)

nibiru

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