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Salad Days Magazine | July 5, 2020

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Okus ‘Scourge’

Okus ‘Scourge’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

OKUS
‘Scourge’LP
(Distro-y)
8/10


Gli irlandesi Okus (dalla città industriale di Drogheda) approdonano su vinile dopo un esordio su cd di qualche tempo fa. Dieci scudisciate che vi spelleranno letteralmente i padiglioni auricolari. Frullate i primi Napalm Death, gli Amebix e i Sacrifice e otterete un disco che è una bastonata dall’inizio alla fine. La cosa che mi ha piacevolemente colpito è la produzione: un suono crudo e tagliente, “vivo” nel suo essere putrescente e malevolo, in cui tutta la potenza ed efferatezza del combo irlandese può letteralmente “scoppiare” come un bubbone infetto. Il tutto suono come se il gruppo fosse entrato in sala di registrazione a avesse fatto tutto in presa diretta, come se stesse suonando dal vivo in qualche sudicio postaccio di periferia. Credetemi, Ie tracce incise in questo modo danno una spinta in più notevole. L’uso di due voci, una più gutturale e l’altra più urlata conferiscono un’ottima variazione di gusto al vomito che vi inonderà la faccia. Il riffing delle chitarre è un rasoio sporco che vi scaverà lentamente le carni, in un profluvio di sangue e dolore atroce. Violente stilettate vi lacereranno la pelle. Un basso lancinante e pronto a smembrarvi lo stomaco, cavando fuori tutto ciò che il vostro corpo corrotto contiene, incrementa notevolemente il tasso di malsanità e violenza di questo platter. Quello però che mi ha letteralmente spiazzato è la batteria. Suona in maniera martellante e quasi robotica”. Non c’è sentimento, non c’è emozione alcuna. Solo un cieco e continuo martellamento in cui le vittime sacrificali siete voi. Quando poi rallenta è come se è un gigantesco mammoth vi schiacciasse senza pietà. Sono davvero impressionato da questi ragazzi. Hanno creato un disco micidiale, combinando il meglio del doom, del crust e del death, in un vortice inarrestabile.
(Marco Pasini)

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