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Salad Days Magazine | September 22, 2019

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Pestifer ‘Execration Diatribes’

Pestifer ‘Execration Diatribes’
Salad Days

Review Overview

9
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Rating

PESTIFER
‘Execration Diatribes’-CD/Digital
(Lavadome Productions)
9/10


I portoghesi Pestifer al loro debutto su full length mi regalano un bel platter di old school death metal fatto come piace a me. Blast beat, riff spaccaossa, voce gutturale e bastarda. Su tutto aleggia un’aurea di morte e distruzione, un’apocalisse senza fine. Violenza cieca e fottuta. Proprio quello che mi ci vuole come colonna sonora mentre leggo di tutto il marcio che ormai ricopre sempre di più quest’umanità destinata ad un martirio lento e inarrestabile. Il nostro terzetto mette in essere una rabbia idrofoba ed omicida, confezionando nove pezzi brutali che vi ammazzeranno lentamente. Un drumming forsennato, blast beat a pioggia, una doppia cassa rullo compressore. Delle vocal sanguigne e catramose. Riffing di chitarra sparati a nastro per incenerirvi. Nei rallentamenti raggiungono soglie di pesantezza vicine al dolore fisico, mentre nei mid tempo si divertono a frantumarvi le ossa. Assoli fulminanti e affilati come mannaie pronte a smembrarvi. Una mattanza. Un bagno di sangue. Un’orgià di volgarità. Death metal. L’eco dei Morbid Angel di ‘Covenant’, dei Sarcofago di ‘Inri’ e dei Sepultura di ‘Morbid Visions’ è tangibile. I nostri hanno consumato (come me del resto) questi dischi leggendari, per poi frullarli in maniera perfetta. Basta ascoltare pezzi come ‘Mars Exult’ oppure ‘Nothing Remains’ (mai titolo fu più azzeccato per descrivere la forza distruttrice dei Pestifer) per accorgersene. La registrazione rende piena giustizia a queste song, conferendo il giusto grado di corposità e pastosità, senza snaturarli con inutili diavolerie da studio. Un grande debutto, un grande gruppo. L’unica avvetertenza: qui si fa sul serio. Death metal. Fuck posers.
(Marco Pasini)

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