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Salad Days Magazine | September 28, 2020

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Pig Destroyer ‘The Prowler In The Yard’

Pig Destroyer ‘The Prowler In The Yard’
Salad Days

Review Overview

9
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Rating

PIG DESTROYER
‘The Prowler In The Yard’-LP/CD/Digital
(Relapse)
9/10


Se questo disco è stato inserito fra le quindici migliori uscite in campo grind della storia, un motivo ci sarà. Ve lo spiego con poche semplici parole: è assolutamente mortale. Uscito nel 2001, è stato uno dei trampolini di lancio del successo commerciale della Relapse, nonchè il disco che ha fatto conoscere i Pig Destroyer al mondo su scala allargata. Il loro devastante grindcore suonato a velocità folli, prende il meglio dalla tradizione inglese di gruppi come Napalm Death e Sore Thoat per fonderlo con la perizia tecnica di gruppi come i Terrorizer. Quello che esce fuori è una fucilata che vi spappolerà la faccia: riff di chitarra malati e fuori di testa, una batteria che non è suonata, è stuprata, da tanta violenza le viene riversata addosso. Liriche che parlano di morte, rapimenti, torture, smembramenti. Ci sono tutti gli ingredienti che fanno di questo debutto un disco enorme. Il lavoro di remix dei pezzi è stato certosino: il suono è cristallino e perfetto, ma senza cadere in stucchevoli trucchetti da studio. Qui il gruppo suona per davvero, niente trigger ed effetti plasticosi: qui il terrore è realmente palpabile. Non da tregua, non ci sono pause: un cieco martellamento, uno spossante viaggio nei deliri della mente umana. Questo album è una disgrazia: distruggerà tutto quello che gli si parerà davanti. Uscito ormai 14 anni fa, conserva una brutalità che spazza via molti gruppi che si cimentano in questo genere di suono. Un’esperienza catartica, in grado di impressionare. Dopo averlo ascoltato avvertirete solo un assordante vuoto.
(Marco Pasini)

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