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Salad Days Magazine | June 25, 2022

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Plebeian Grandstand ‘False Highs, True Lows’

Plebeian Grandstand ‘False Highs, True Lows’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

PLEBEIAN GRANDSTAND
‘False Highs, True Lows’-CD
(Throatruiner)
7.5/10


Se vuoi distruggere tutto, sii molesto e ultraviolento, ed è proprio così che i Plebeian Grandstand tornano col terzo album, ancora per Throatruiner Records. La band francese stupì non poco col precedente ‘Lowgazers’ in quanto a potere distruttivo e annichilente, ponendo uno standard ancora più estremo nell’ambito blackened hardcore, o come si voglia chiamare il moderno black metal, unito al metallic hardcore e ad un sacco di noise. Nello stile dei Plebeian Grandstand c’è tutto ciò che è violento, al limite dell’umano persino tecnicamente, se non fosse che ‘False Highs, True Lows’ è stato registrato in presa diretta. ‘Mal Du Siècle’ è una breve intro in cui olifanti annunciano maestosi una guerra imminente, che si concretizza subito dopo nei blast beat feroci di ‘Oculi Lac’ e ‘Low Empire’, separate da un interludio tutto dedicato alle atmosfere. In ‘Tame Shapes’, invece, esce fuori il lato più marcatamente sludge del gruppo di Tolosa, per cui i BPM si abbassano notevolmente, e tutto è giocato sulle dissonanze, sui droni, sulle suggestioni cupe che quest’album intende fortemente rimandare. Nella parte finale del disco si trovano tre pezzi che mediano fra gli elementi proposti, nei quali emerge anche la voce, con sfumature più tipicamente black metal rispetto al passato. Le sonorità sono quelle già ascoltate nei precedenti album, dei quali questo ‘False Highs, True Lows’ è una diretta prosecuzione, che, proprio per questo, non sortisce un effetto dilagante e sorprendente come fu per ‘Lowgazers’. I Plebeian Grandstand si confermano comunque fra le band più caotiche e violente del circuito, capaci di trascinare in un abisso e di far infuriare il vostro vicino di casa al grido di “Aho, ma che è ‘sto casino?”
(Francesco Banci)

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