Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Salad Days Magazine | August 4, 2020

Scroll to top

Top

No Comments

Polaris ‘The Death Of Me’

Polaris ‘The Death Of Me’
Salad Days

Review Overview

5.5
5.5
5.5

Rating

POLARIS
‘The Death Of Me’-CD
(SharpTone)
5.5/10


In un universo musicale saturato dalle migliaia di produzioni che escono ogni mese nel mondo sembra che siano rimasti due metodi per emergere e farsi un nome: farsi il culo cercando di proporre una formula che risulti il più personale possibile o limitarsi a far propri gli stilemi di un genere affinandoli sempre di più. Gli australiani Polaris rientrano nella seconda categoria con il loro mainstream alternative core (scusate ma mi rifiuto categoricamente di usare termini come hardcore e post hardcore e farmi venire i brividi lungo la schiena) che trasuda nei pezzi che compongono il loro secondo lavoro ‘The Death Of Me’. L’album in sè suona perfetto, ma non è quel perfetto con cui si apostrofa un disco che gasa totalmente: i suoni al limite del nu metal, lo scream, i breakdown, le voci melodiche, le ballate ruffiane, tutto piazzato al posto giusto, senza errori. Qual’è il problema di fondo? Risulta tutto anonimo, calcolato, un prodotto confezionato da dare in pasto alle nuove generazioni che si affacciano al mondo della musica alternativa, pompati per bene ma che poi a conti fatti non lasciano niente. Avete presente la scena del fast food di ‘Un Giorno Di Ordinaria Follia’ quando il personaggio di Michael Douglas si lamenta del fatto che gli hamburger in foto sembrano belli, grandi e succosi e poi quando apri il contenitore c’è una robina misera e brutta da vedere? Bene, la sensazione è la stessa, solo che non ho una mitraglietta in mano, né un superiore con cui lamentarmi. E non dubito che ad altri potrà piacere ma, non me ne voglia il gruppo, io passo volentieri oltre.
(Michael Simeon)

Submit a Comment