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Salad Days Magazine | August 12, 2020

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Priest ‘New Flesh’

Priest ‘New Flesh’
Salad Days

Review Overview

8.5
8.5
8.5

Rating

PRIEST
‘New Flesh’-LP
(Lövely)
8.5/10


Misteriosa band svedese i Priest si inseriscono in un contesto retro/futuristico facendo ampio uso di sintetizzatori, mettendo in primo piano anche un volto che per metà si adombra di suoni puramente dark wave, a volte il taglio/incisione è sangue che sgorga dai Depeche Mode, ma con una marcata componente oscura come copiosamente si evince nel singolo ‘Hstory In Black’. Anche accostamenti clubbing si contraggono e si espandono al ritmo di ‘The Pit’ e ‘Private Eye’. Il progetto nasce da una costola dei Ghost, ma di retaggi rock non vi è traccia ed è un gran bene! Il progetto si dipana egregiamente in un universo elettronico di pregiata fattura anche il cantato fluttua meravigliosamente. Si mescolano vari sottogeneri in ‘New Flesh’, dal dark romantic all’electro pop gotico ma è una linea ben disegnata, una scala di grigi appannaggio di melodie superbe. Finale epico con ‘Call My Name’ ultimo singolo rilasciato dal gruppo: è una fantasticheria alla Vince Clarke propriamente Erasure, il videoclip poi è un rilascio di acidi e molecole chimiche e un richiamo sensoriale (del mio cervello) dell’epocale Irma Vep di ‘Assayas’! Sbalorditivo!
(Giuseppe Picciotto)

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