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Salad Days Magazine | September 30, 2022

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Punchline ‘Thrilled’

Punchline ‘Thrilled’
Salad Days

Review Overview

7
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Rating

PUNCHILINE
‘Thrilled’-CD
(Modern Short Stories/Invogue)
7/10


Talvolta capita di imbattersi in alcune formazioni intramontabili di band che riescono anno dopo anno non solo a produrre ma riescono soprattutto a rinnovarsi a seconda dei tempi e diciamolo anche delle mode musicali del periodo. Un esempio? Punchline, direttamente dalla Pennsylvania, una band nata nel lontano 1998 oggi fuori con un nuovo intenso e sorprendente nuovo album, ‘Thrilled’. Ne hanno fatta di strada, il loro sound è totalmente cambiato e se qualcuno ancora li ricorda per brani dal sound esclusivamente punkrock e pop punk come ‘Ghostie’ del 2008 o ‘The Reinventor’ del 2010 oggi dovrà totalmente annullare la propria memoria e gettarsi in qualcosa di differente, distante, diverso. ‘Thrilled’ è un album vasto, sono dieci brani tutti più o meno simili rispetto all’andatura ritmica, stiamo parlando di cassa e rullo per essere più precisi, tutti più o meno farciti di organetti e synth che, a dire il vero non disturbano l’ascolto anzi, rendono più interessante l’insieme. Le sonorità che li contraddistinguevano negli anni in cui si facevano largo tra i vari palchi vivendo tour al fianco di band del calibro di MxPx o Hawthorne Heights, sono state quasi del tutto traslate in qualcosa di più moderno e commerciale dai componenti che sono riusciti però, a mantenere grande attitudine vista la loro continua attività con l’etichetta da loro creata appositamente per pubblicare i lavori scritti negli anni (soprattutto in principio), la Modern Short Stories tutt’ora attiva, viva e vegeta. L’ultimo nato in casa Punchline è stato prodotto dagli stessi in collaborazione con la Invogue Records solo che i ragazzi ne hanno fatto un bel vinile inoltre. Breve analisi al dettaglio sull’ascolto: Il singolo ‘Tell Me How You Sleep’, dalle sonorità super pop, si combina con un bel video clip animato, una volta arrivati a ‘No Stopping Us’, quarto brano in ordine numerico, si percepisce invece a fondo la radice di provenienza della band, il punk rock già citato e raccontato, ‘Let It Rise’ è invece il pezzo che più si discosta dallo stesso cambiamento in atto nel percorso del gruppo perché, oltre ad essere pieno di effetti vocali e auto-tune, si articola tra scambi elettronici che portano proprio da un’altra parte. Insomma è un disco, maturo, che va ascoltato prima di giudicare a distanza rispetto al grosso cambiamento che questi ragazzi hanno mostrato nel tempo.
(Turi Messineo)

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