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Salad Days Magazine | August 4, 2020

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Pup ‘The Dream Is Over’

Pup ‘The Dream Is Over’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

PUP
‘The Dream Is Over’-­CD
(SideOneDummy)
7/10


A due anni di distanza dal buon disco di esordio che portava il loro stesso nome tornano i PUP da Toronto, band tra le migliori interpreti di quell’indie/punk che ultimamente sta riscontrando parecchio successo tra i giovanissimi ed ha tra i suoi maggiori interpreti bands come Fake Problems, Beach Slang e compagnia bella. ‘The Dream Is Over’ ovvero il sogno è finito sembra un titolo piuttosto banale per un disco ma sono le testuali parole che il medico ha detto al cantante Babcock, con la voce finita e la gola a pezzi dopo aver urlato per gli ultimi due anni nel corso un lunghissimo tour durato 450 concerti che li ha portati a girare il mondo. Evidentemente quel medico si sbagliava e Babcock ti posso assicurare che di voce ne ha ancora e le idee di questa band canadese non si sono esaurite con il primo disco, infatti si può notare una crescita a livello compositivo e stilistico. Il disco scivola via bene e tra i dieci brani che lo compongono, forse per attitudine personale preferisco quelli che suonano più “punk” come ‘DVP’ e ‘Old Wounds’, non male però anche le tracce più pacate come ‘Doubts’ dove arrivano a ricordare le sonorità dei Weezer. Malinconico, ma uno spiraglio di luce alla fine del tunnel, ‘The Dream Is Over’ è un buon album che potrà rendere molto felici i giovani ascoltatori di questo genere musicale in espansione che ancora deve trovare un’etichetta ben precisa, e che per il momento bolliamo semplicemente come indie/punk.
(Andrea “Canthc” Cantelli)

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