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Salad Days Magazine | December 17, 2017

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Quicksand ‘Interiors’

Quicksand ‘Interiors’
Salad Days

Review Overview

6
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Rating

QUICKSAND
‘Interiors’-CD
(Epitaph)
6/10


“Is nostalgia stopping our culture’s ability to surge forward, or are we nostalgic precisely because our culture has stopped moving forward and so we inevitably look back to more momentous and dynamic times?” E’ questa l’emblematica domanda che pone Simon Reynolds nel libro ‘Retromania’. Certo è che quando ti trovi ad ascoltare un disco che suona come il passato, qualcosa si muove dentro. Soprattutto se quello è il tuo di passato. L’inevitabile sensazione di “casa”. Questo accade con i Quicksand. Assenti per quasi ventidue anni, tornano con lo stesso sound con cui ci avevano lasciati nel 1995. Ora, nel 2017, con ‘Interiors’, prodotto dalla Epitaph, siamo a casa. Quando la sensazione di appartenenza che si sviscera tra nostalgia e curiosità, in un modo tanto romantico quanto ancora pieno di rabbia, allora non ti interessa rispondere alle domande di Simon Reynolds. I Quicksand scrivono, compongono e producono un album che è capolavoro a modo suo. Ecco cosa abbiamo davvero bisogno di sapere: ci sono band che nonostante gli anni riescono ancora a fare musica con lo stessa verità di vent’anni prima. Sarà la voce strappalacrime di Walter Schreifels, ancora disincantata e arrabbiata, sarà quel suono post-hardcore intriso di grunge e di melodie sognanti che solo i Quicksand sapevano come fare, a rendere ‘Interiors’ un album che, in un modo o nell’altro, mette in un angolo tanti nuovi “avanguardisti”, ancora più vuoti di quanto potrebbe esserlo un album post-hardcore nel 2017.
(Valentina Vagnoni)

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