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Salad Days Magazine | December 15, 2019

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Rauhnacht ‘Urzeigeist’

Rauhnacht ‘Urzeigeist’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

RAUHNACHT
‘Urzeigeist’-CD
(HammerHeart Records)
7/10


Il black metal ha sempre esercitato un certo fascino su di me, vuoi per le atmosfere che sà creare vuoi perchè l’ho sempre visto come un genere refrattario a qualsiasi tipo di commercializzazione (anche se molto spesso pure esso è cascato nel baratro di poser et similia). Con questo rinnovato spirito mi accingo a recensire questo gruppo austriaco, esponente di punta dell’Alpine Black Metal, ovvero il black metal delle Alpi, che in quanto a freddo, neve e nebbia non hanno nulla da invidiare rispetto alle tetre foreste norvegesi. Giunti al secondo lavoro, i Rauhnacht affilano le armi e sfornano un lavoro davvero niente male, che mi riporta agli albori degli anni’90, quando il black metal incuteva rispetto e timore. I nostri riescono attraverso 7 pezzi della durata media di 8 minuti, a ricreare un suono gelido, che rievoca in me paesaggi invernali imbiancati mentre un vento freddo e costante mi taglia la faccia. 7 lame di ghiaccio pronte a conficcarvisi in 7 punti diversi del vostro corpo, mentre lentamente vi raffreddate e senza più alcuna speranza lasciate che la morte si avviluppi su di voi nel suo abbraccio ghiacciato. Il drumming ossessivo vi condurrà in un viaggio senza ritorno, in cui i cambi di tempo sottolineano il gelo che lentamente vi pervaderà all’ascolto di questi brani. Le chitarre sono lancinanti pezzi di ghiaggio acuminati che prima vi toccheranno soltanto, ma che in men con si dica saranno già conficcati nelle vostra pelle bianca e tremolante per il freddo, stillando gocce di sangue a mano a mano sempre più grosse che bagneranno la neve sotto il vostro corpo ormai in preda agli spasmi della morte. La voce è un grugnito gutturale, fatto di urli lancinanti che vi accompagneranno verso l’oscurità più totale. Mi vengono in mente gli Abigor dei primi album e i Summoning di quando ancora avevano il batterista in carne e ossa. Un suono che non concede tregua, impresiosito da parti melodiche non fanno altro che sottolineare la solitudine che vi pervaderà nell’ascoltare queste tracce. Intenso e davvero consigliato.
(Marco Pasini)

Comments

  1. Lunarium

    Just a note: The title is “Urzeitgeist” (which means something like primordial spirit / ghost of ancient times).

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