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Salad Days Magazine | May 24, 2017

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Raw Power ‘Inferno’

Raw Power ‘Inferno’
Salad Days

Review Overview

6.5
6.5
6.5

Rating

RAW POWER
‘Inferno’-CD/Digital
(Indie Box/Demons Run Amok Entertainment)
6.5/10


Mettiamola in questo modo: al primo posto i Wretched, al secondo posto i Negazione, al terzo posto i Raw Power, al quarto posto gli Indigesti. Questa è la mia personalissima top list dei miei gruppi hardcore italiani degli anni’80. Il resto viene dopo. Dei Raw Power amo alla follia i primi quattro album, con una predilizione particolare per ‘After Your Brain’, che aprì la strada a quelle influenze thrash e speed metal che adoro. Che ci volete fare, fondamentalmente sono un metallaro senza vergogna. Questo nuovo capitolo della saga del gruppo di Poviglio non aggiunge nulla alla loro gloriosa storia. Chi li ha sempre seguiti anche dopo ‘Mine To Kill’ li apprezzerà ancora. Chi invece, come me, si ferma al 1989, troverà questo disco mediocre. Ma attenzione: non mediocre nel senso di brutto, semplicemente medio. I brani presenti in questo full length suonano veloci e potenti, con alcune cose che rimandano al passato. Certo, non aspettatevi i funambolismi di un Helder Stefanini alla batteria ne gli assoli al fulmicotone di un Silvio Stefanini alla chitarra (quelli andate ad ascoltarveli sul già citato ‘After Your Brain’). Aspettatevi invece dell’onesto hardcore, prodotto molto bene e suonato con passione. La voce di Mauro Codeluppi si è fatta via via più carnosa e bassa, quasi un urlo strozzato. Il riffing di chitarra è cristallino e regge bene il passo con i tempi, nel senso che suona fresco e non mancherà di entusiasmare i fan di nuova data (quelli vecchi forse un pochino meno, eheheh). La sezione ritmica svolge il suo dovere, senza particolari tecnicismi. Rispetto a quella formata dal già citato Helder Stefanini e Maurizio Dodi al basso (presenti in ‘After Your Brain’, tranne in una track, dove il basso lo suona Alessandro Paolucci), però perde nettamente. Che ci volete fare, quel disco me lo porto nel cuore. Avrei accorciato un pò la scaletta dei pezzi, eliminando quelli in italiano (in cui tra l’altro i nostri si tolgono parecchi “sassolini dalle scarpe”), ma per il resto se li seguite ancora ve lo godrete molto. Per ciò che mi riguarda, nulla di nuovo sotto al sole, ma solo un grande rispetto per Mauro che dopo decenni ci crede ancora…
(Marco Pasini)

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