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Salad Days Magazine | August 8, 2020

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Restiamo umani – Una minirampa in calcestruzzo per Gaza City

Restiamo umani – Una minirampa in calcestruzzo per Gaza City
Salad Days

“Avete presente Gaza? Ogni casa è arroccata sull’altra, ciascun edificio è posato sull’altro. Gaza è il posto al mondo a più alta densità abitativa…

…per cui se bombardi a diecimila metri di altezza è inevitabile che tu faccia una strage di civili. Ne sei cosciente e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali. Così, bombardando la caserma di polizia Al Abbas, in pieno centro, è rimasta coinvolta nelle esplosioni anche la scuola elementare lì a fianco. Era la fine delle lezioni e i bambini erano già in strada, decine di grembiulini azzurri svolazzanti si sono macchiati di sangue… faranno il deserto e lo chiameranno pace. Il silenzio del «mondo civile» è molto più assordante delle esplosioni che ricoprono la città come un sudario di terrore e morte. Restiamo umani.” – 27 dicembre 2008, Gaza

Queste parole sono tratte dal “diario” scritto da Vittorio Arrigoni nel corso della sua esperienza a Gaza durante l’operazione così detta “piombo fuso”, per la quale la città ha pagato un prezzo di 1300 vittime civili, un terzo delle quali erano bambini. Questa grande città, ormai completamente disgiunta dal resto della Palestina, si configura come un gigantesco carcere a cielo aperto in cui l’esercito regolare di un paese nemico recita la parte del secondino… potete immaginare cosa può succedere? Non credo… nessuno si può immaginare, né deve immaginarsi lo spettacolo raccapricciante di una scolaresca dilaniata dalla deflagrazione di un ordigno sganciato da qualche caccia bombardiere… non si può immaginare, non si deve immaginare. Basta provare ad esserne consapevoli.

Il 28 di marzo partiamo per Gaza insieme ai ragazzi del centro VIK per supportare la carovana del Gaza Freestyle Festival che da 7 anni promuove l’organizzazione di attività volte rafforzare la voglia di vita in questa terra perennemente innaffiata di sangue… per questa popolazione in lutto permanente. Si terranno dibattiti e corsi sulla questione femminile per le donne, workshop di circo e Graffiti. Per quanto ci riguarda ci occuperemo di realizzare una minirampa in calcestruzzo armato larga almeno 6 metri. D’altro canto a Gaza manca tutto, quindi porteremo laggiù un po’ di tavole, grip, ruote, trucks e cuscinetti: in questo senso abbiamo avviato una piccola raccolta di materiali nuovi e usati da portare con noi. Il nostro obiettivo è anche quello di capire come tornare: raccoglieremo le informazioni necessarie per porre le basi di un nuovo “progetto skatepark”. Vogliamo portare a Gaza una struttura in calcestruzzo armato coi contro-cazzi.

La motivazione che ci spinge a partire è molto semplice: crediamo nello skateboarding. La tavoletta, che alcuni meravigliosi esponenti della nostra cultura hanno definito “il nostro migliore amico”, è ciò che ci rende capaci, forse più d’altri, di distinguere ciò che siamo: esseri umani. Mente e corpo che elaborano trick (“trucchi”/ “magie”) con uno strumento, lo skateboard. Siamo umani quando sanguiniamo, siamo umani quando urliamo incazzati perché un trick non ne vuole sapere di farsi chiudere e siamo umani quando urliamo per incitare un nostro fratello a non smettere di provarci. Siamo umani quando interpretiamo in maniera creativa lo spazio artificiale ed istituzionalizzato che ci circonda: così come Magritte sotto il disegno di una pipa scriveva “Questa non è una pipa”, noi sotto l’immagine di un enorme parcheggio vuoto pieno di jersey scriviamo “pomeriggio di gioia e allegria con amici”. Siamo umani. Il trattamento riservato al popolo palestinese non lo è. Bombardare gli ospedali è disumano. Sparare sulle scolaresche è disumano. Rapire con l’esercito dei ragazzi minorenni è disumano. Estirpare interi uliveti coi bulldozer per pura rappresaglia è un crimine contro l’intelligenza, quindi è disumano.

Con lo skateboarding si trasforma la merda in oro. Le macerie in skatepark, le grige periferie in territori per la caccia al più grande tesoro che la civiltà metropolitana abbia regalato al genere umano: gli spot. Dedicarsi allo skateboard può essere una via… di scampo. In questo crediamo e per questo il 28 marzo partiamo per Gaza.

Gaza Freestyle Festival

con il supporto di:

Milano Skateboarding
Curve Orizzontali
Boheme DIY
Watto’s supply
Blast distribution
SSD
Dumb
Yeah skateboards
Soncont
The Skateshop

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