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Salad Days Magazine | September 18, 2019

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GORAN D. SANCHEZ
‘Diaul’-CD
(Self-released)
4/5

Da componenti di De Crew, Detroit, La Crisi e Rhyme, ecco l’e.p. post-hardcore italiano dell’anno (e che non ti aspetti). ‘Diaul’ coniuga perfettamente estremismo vocale metal con frammentazione sonora noise, amplificando il tutto attraverso scelte di suono e produzione palesemente new-school. Tra cavalcate quasi stoner/sludge come l’opener-track ‘Weed Or Weedout You’, scatti e rasoiate helmetiani come quelle inferte in ‘Don’t Bother Me’, la carneficina punk di ‘Yanduu’ e gli slabbramenti ripetuti e neri come la pece di ‘Born Against What?’ si giunge alla fine del mini. Che conta solo sei pezzi (per venticinque minuti totali), ma pare durare un secolo. Lo dicono loro stessi: questa è musica satanica, nel senso di quella che il figlio del diavolo potrebbe ascoltare nel suo cazzo di ipod. E non vedo il modo di dar loro torto. La chiusura con ‘I Wish Maya Were Right’, tra gorghi mind-expanding e marce militari agghiaccianti, è un bell’augurio misantropo per il nuovo anno. Ed io mi unisco ai Goran D. Sanchez. P.S.: il video di ‘Weed Or Weedout You’, girato da Danilo Pasquali (fotografo indie tra i più apprezzati), è un vero gioiellino di claustrofobia ed erotismo.
(Flavio Ignelzi)

CASA DEL MIRTO
‘The Nature’-CD
(Mashhh! Records)
3,5/5

È musica per ballare e per pensare, quella della Casa Del Mirto. Una equilibrata terra di mezzo tra dance e chill-out, o meglio chillwave, come si trova scritto un po’ dappertutto. In pratica flussi sognanti e costruzioni rilassanti, che profumano molto di anni ottanta, con un debito imprescindibile con le cose nostr(an)e di qualche anno fa (provate ad ascoltare i suoni di ‘Ultimatum’, giusto per farvi un’idea). Il progetto, di stanza a Trento, dimostra di avere classe da vendere, come gi

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