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Salad Days Magazine | December 13, 2019

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Reviews update

DANKO JONES
‘Rock And Roll Is Black And Blue’-CD
(Bad Taste)
4/5

A chi non capisce un cazzo può sembrare che i Danko Jones suonino semplice e ruffiano. Ruffiano senza dubbio: solo un cadavere potrebbe rimanere indifferente al rombante motore rock’n’roll che tuona nel primo singolo ‘Just A Beautiful Day’. Oppure nella successiva (punkettara) ‘I Don’t Care’. Semplice manco per niente. A meno che non riteniate semplice suonare rock’n’roll. Il power-trio canadese, arruolato un mitragliante Atom Willard (Rocket From The Crypt, Angels & Airwaves) dietro i tamburi, ci regala un ennesimo (il sesto) studio-album in cui l’adrenalina scorre a fiumi. Chi ha assaggiato la cucina della band sa della loro insuperabile concezione di rock’n’roll, sulla scia dei Foo Fighters con i quali condividono la medesima idea sul modo di suonare heavy, arrangiato con ogni bendiddio di piccoli particolari nascosti, minuti e segreti segnali devianti. Quello che però colpisce dritto allo stomaco è l’urgenza punk (la martellante ‘Conceited’), come nella opener-track ‘Terrified’, con quelle intersezioni di istinto, esplosioni e sussurri, o nella dissoluta (e aerosmithiana) ‘Legs’. Forse il riff di ‘Always Away’ assomiglia un po’ a ‘Thunderstruck’ dei padrini Ac/Dc, ma cosa volete che sia. È pur sempre fottuto r’n’r.
(Flavio Ignelzi)

THE BIDONS
‘Granma Killer!!!’-CD
(Area Pirata/Goodfellas)
4/5

Cominciamo col segnalare le due cover: ‘Night Time’ degli Strangeloves e ‘Be A Caveman’ degli Avengers. Roba sferzante e vigorosa, ma anche un modo come un altro per descrivere il sound dei Bidons. Garage/punk gagliardamente sixties (con qualche puntatina nei territori di un più accademico e vibrante rock’n’roll tout court), moderno nei suoni e tutt’altro che sgangherato. ‘Granma Killer!!’, titolo d’esordio (compreso di tre punti esclamativi) per il quintetto di Salerno, non ammette repliche. Dagli ululati di ‘Wolves Of Saint August’ (con un organo veramente irresistibile – forse il pezzo più bello di tutti) alle scudisciate chitarristiche di ‘Too Much Fun’, dalla carica esplosiva dell’opener-track ‘Out Of My Brain’ fino alle armonie accattivanti della title-track, è un susseguirsi di schegge vintage e colorate fatte apposta per far dimenare la gente. Gi

Comments

  1. Grande recensione! I Bidons si inchinano alle parole di Flavio Ignelzi :-)

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