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Salad Days Magazine | December 12, 2019

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Robert Dahlqvist ‘Solo’

Robert Dahlqvist ‘Solo’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

ROBERT DAHLQVIST
‘Solo’-CD
(Pirate Smile)
7.5/10


Robert Dahlqvist, al secolo String. Colui il quale, sostituendo Dregen Hellacopters nel colosso rock degli anni ’90, gli Hellacopters, ha contraddistinto il passaggio alla seconda vita del gruppo di Stoccolma, quello che ha coinciso non solo con il passaggio alla Universal, ma anche con un certo cambio musicale. Gli Hellacopters hanno progressivamente abbandonato l’asse Detroit/Punk per avventurarsi in riflessi di power pop Usa, di Classic Rock (tantissimo). Grazie anche allo stile chitarristico di Rob. Pulito, preciso, molto armonico, estremamente melodico, pieno di arpeggi. Il Robert Dahlqvist che ha poi dato vita ai Thunder Express, passaggio intermedio tra il rock adrenalinico degli Hellacopters e la sua personale visione della musica, che dopo due anni di silenzio, è tutta in ‘Solo’, il suo primo disco solista. Farà discutere, enormemente, perché di Rock in ‘Solo’ ce n’è veramente poco, ma non può essere liquidato in un secondo un album scritto da un musicista che ha voluto e cercato qualcosa di emozionale, che rispecchiasse due anni personali non facili. E, soprattutto, l’atmosfera di ‘Solo’ va letta innanzitutto a partire dal suo produttore, Bjorn Ollson, prima con gli Union Carbide Productions e poi con i Soundtrack Of Our Lives. Ecco, concentriamoci su questo, perché lo spirito di ‘Solo’ è tutto lì dentro. Chi ha seguito le due band cardine del rock scandinavo dei tardi anni ’80 e degli anni ’90, capirà al volo questo album. Perché tra una canzone e l’altra, si sentono i riverberi di rock stoogesiano (Sneseglam, Var Ti Baten) ma anche quel groove psycho acustico che, soprattutto nella seconda parte della vita dei SOOL, ha fatto la differenza. Ciò che spiazzerà, ne sono certo, dello sforzo solista di Robert Dahlqvist, è l’approccio anni ’80, perché completamente scollegato dai trend moderni e, di conseguenza, senza punti di riferimento. Eppure, in questo disco, ci sono schegge di Australia (Hoodoo Gurus) di acid pop eighties inglese (su tutti, sia detto, i Teardrop Explosion di Julian Cope) e di folk rock scandinavo. Apparentemente modesto, ma superato l’impatto, ‘Solo’ è un disco intelligentissimo.
(Mario Ruggeri)

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