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Salad Days Magazine | December 12, 2019

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Russian Circles ‘Blood Year’

Russian Circles ‘Blood Year’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

RUSSIAN CIRCLES
‘Blood Year’-LP
(Sargent House)
8/10


Qualche anno addietro non si riuscivano a contare le nuove uscite di band strumentali di natura post-core: le mode mutano, le sonorità vanno e vengono e come dei sopravvissuti a quell’epoca geologica ormai lontana ritroviamo gli ottimi Russian Circles, tra gli esponenti di spicco di quella scena, e oggi più in forma che mai. Sarà che le nostre orecchie si sono disintossicate dalla caterva di uscite di questo tipo, sarà che i Russian Circles sono sempre stati una spanna sopra la concorrenza (a pari merito per quanto riguarda il sottoscritto con i sottovalutatissimi Red Sparowes) ma ‘Blood Year’ si presenta in tutta la sua bellezza e magniloquenza con una serie di brani assolutamente indovinati. Dalla possente ‘Arluk’ alla circolare ‘Kohokia’, passando per l’eleganza formale di ‘Milano’ (un giorno scopriremo il perchè del titolo!) i Russian Circles pennellano note possenti ma sempre ben in equilibrio tra melodie trasognanti (vedi anche i brevi intermezzi come ‘Ghost On High’) e cavalcate entusiasmanti senza mai affondare a pieno il pedale della violenza a tutti i costi. La conclusiva ‘Quartered’ mostra il meglio del repertorio della band in un saliscendi di atmosfere, ora marziali ora dilatate e deflagranti. Un ritorno con i fiocchi per una band essenziale nel proprio genere.
(Davide Perletti)

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