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Salad Days Magazine | August 12, 2020

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Screaming Eyes interview

Screaming Eyes interview
Salad Days

SCREAMING EYES Fat degli Screaming Eyes ci introduce ‘For Whom The Sins Are Over’, EP che evidenzia la crescita del combo piemontese. Crescita dovuta a tanti aspetti, uno su tutti quello live.

SD: Fa sempre strano trovarsi di fronte a un mini di sole tre tracce, visti i tempi che corrono poi direi quasi una scelta azzardata. Cosa vi ha spinto alla sua pubblicazione e cosa c’è di nuovo a vostro avviso in questi tre nuovi brani?
SE: La pura verità è che non vedevamo l’ora di condividere le nostre nuove produzioni, così abbiamo deciso di preparare un piccolo antipasto per supportare al meglio il tour in Ucraina e Russia. Inoltre è scaricabile gratis (basta condividere su Facebook, Twitter o VK il download) dal nostro sito http://screamingeyes.wix.com/screamingeye! Poi sono tempi di crisi un po’ per tutti… Comunque, in fondo, a caval donato…

SD: Personalmente ho trovato la vostra proposta decisamente più matura e dall’impronta più live rispetto ai lavori precedenti. Siete d’accordo con questa mia tesi e cosa ha fatto scattare questo meccanismo?
SE: La tua lettura è giustissima! Abbiamo fatto di tutto per ridurre i pezzi all’osso componendo tutto in sala prove e cercando di spingere al massimo l’aspetto live, il risultato sono canzoni essenziali e più sanguigne rispetto al passato, in grado – almeno spero – di trasmettere emozioni pur senza andare troppo per il sottile. Da quanto dici pare che l’obiettivo sia stato raggiunto, quindi grazie!

SD: Nell’ultimo anno avete girato molto per quel che riguarda l’aspetto live: il fatto di dividere il palco con diverse band cosa vi ha donato a livello artistico e di esperienza?
SE: Abbiamo girato con band di livello grandioso (ad esempio Carcer City e Dead Harts in Inghilterra), la loro attitudine ci ha spinto, come dicevamo un attimo fa, a curare le canzoni in ottica live, a fare di tutto per offrire uno spettacolo sempre migliore concerto dopo concerto.

SD: Di recente siete stati nell’Est Europa, volete raccontarci qualche aneddoto legato a questo tour?
SE: Guarda, a Mosca stavamo facendo un po’ di turismo e di conseguenza ci siamo intrufolati in un negozio di souvenir attaccato a Piazza Rossa. Il massimo è stato leggere lo scontrino di uno di noi sei (fotografo incluso) e fare la conversione da Rubli a Euro, chiaramente ad acquisto fatto, e scoprire che un’inguardabile matrioska di Putin era costata circa 100 euro! Nei quattro giorni successivi credo che non sia successo nulla che non fosse un costante e maleducato sfottò al malcapitato! Ci si è messo anche il nostro driver che manco parlava inglese!

SD: Tornando all’EP, da chi è stato prodotto? Pensate che la stessa figura vi seguirà anche per quel che riguarda il futuro disco o trattasi semplicemente di un episodio?
SE: ‘For Whom The Sins Are Over’ è state prodotto da noi e Andrea Fusini, dato il risultato l’ottimo rapporto che si è venuto a creare spero proprio che la collaborazione continui anche nel futuro.

SD: Sempre a proposito di produttori: finora avete collaborato con due nomi distanti anni luce nell’approccio ma professionali come pochi, Ettore Rigotti e Becko. Cosa hanno donato alla proposta degli Screaming Eyes queste due figure?
SE: Entrambi sono ottimi professionisti, distanti per quanto riguarda i gusti musicali e approccio in effetti. Ma proprio questa distanza ci ha permesso di imparare e fare nostri approcci diversi allo studio e alla musica in genere, aprendoci molto la mente soprattutto dal punto di vista artistico. Il risultato si è visto nella composizione dei nuovi tre pezzi, che hanno mantenuto una sonorità metal coniugandola però con ritmi forse un po’ più “core”. Questa proposta in fase di pre registrazione è stata poi interpretata magistralmente da Andrea Fusini che è riuscito a tirare fuori il meglio, inserendo anche qualche base.

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SD: Musicalmente il melodic death metal scandinavo degli esordi si è spostato sempre più verso un sound moderno e d’impatto. Un evoluzione avvenuta in maniera naturale oppure una scelta a tavolino?
SE: Questo cambiamento è stato dettato dai gusti personali di tutti noi, ci piace il metal vecchia scuola e parallelamente ognuno ha gusti molto diversi per quanto riguarda il metalcore, direi quindi che l’evoluzione dal punto di vista compositivo stia avvenendo in modo molto naturale, una scelta a tavolino avrebbe probabilmente portato alla composizione di pezzi molto più modaioli.

SD: Viste le basi date da questi tre pezzi, cosa dobbiamo attenderci dal futuro disco? Siete già al lavoro su esso?
SE: Il disco sicuramente seguirà la direzione presa dall’EP, focus sui live e sull’impatto. Magari cercheremo di movimentare i pezzi con qualche stacco in più, ma le prime cose che stiamo componendo sembrano seguire la linea intrapresa. Ovviamente in un disco c’è molta più possibilità di variare avendo a disposizione almeno una decina di pezzi, vedremo cosa succede, non ci poniamo limiti!

SD: Quali band pensate abbiano influenzato i tre brani del mini?
SE: Abbiamo gusti abbastanza diversi quindi direi che le influenze arrivino da tutto il metalcore moderno: As I Lay Dying, Darkest Hour, Bring Me The Horizon, While She Sleeps e così via… In ‘In The Name Of The Father’ secondo me si possono sentire comunque un bel po’ di influenze in stile Everytime I Die e più hardcore in generale.

SD: Come girano le cose in ambito musicale in Italia a vostro avviso? C’è ancora una sorta di scena?
SE: Io credo che la scena ci sia per coloro che lo meritano, intendo dire che non mi è mai capitato di andare a un concerto dei Sick Of It All dove non ci fosse gente, o di vedere i Bring Me The Horizon suonare di fronte a poca gente. Sono convinto che il modo migliore per supportare una scena sia quello di offrire il più spesso possibile buoni spettacoli live, in fondo se il prodotto è valido non vedo perché la gente non dovrebbe gustarselo!

SD: E dal punto di vista live?! Suonare sembra essere un sogno per buona parte delle band underground oggi come oggi o mi sbaglio?
SE: Integrando il discorso di prima, per trovare un buon prodotto bisogna anche cercarlo di tanto in tanto, ormai ci sono tantissime band e sempre meno locali, sicuramente andare a un concerto di band locali e bersi 2 birre è un ottimo incentivo a fare suonare più spesso anche per i padroni dei locali, secondo lo stesso ragionamento di prima, se fare suonare diventa conveniente per chi ha un locale, le possibilità aumentano per tutti. La passione per la musica underground va coltivata e supportata!

SD: Da qui a fine 2013, cosa dobbiamo attenderci dagli Screaming Eyes?
SE: Faremo di tutto per organizzare un altro tour, probabilmente da qualche parte in Europa, nel frattempo stiamo già lavorando su date in Italia. Uscirà anche un video di uno degli altri due pezzi dell’EP.

SD: Un saluto ai lettori di Salad Days Mag?
SE: Sempre che ancora stiate leggendo, grazie mille per l’attenzione, spero di vedervi tutti al più presto sotto il palco, Scaricate il nostro EP e lasciateci un saluto sulla nostra pagina Facebook! Grazie di cuore a tutti e ovviamente a Salad Days

Screaming Eyes I Myspace

(Txt By Arturo Lopez x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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