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Salad Days Magazine | September 28, 2020

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Slander ‘Calunnia’

Slander ‘Calunnia’
Salad Days

Review Overview

8
8
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Rating

SLANDER
‘Calunnia’-12”
(FOAD)
8/10


Il matrimonio consumatosi fra gli Slander e FOAD Records per l’uscita di questo 12” limitato in 300 copie è dal mio punto di vista assai interessante. I veneziani potrebbero raggiungere una nuova fetta di pubblico magari non troppo avezzo alla loro proposta musicale, mentre la label di Giulio e del Pranda potrebbe allargare i suoi orizzonti anche al di fuori del proprio canonico giro, che come ben sapete è fatto di thrash/death/black e hardcore old school, con varie puntate nel noise et similia. In ogni caso, credo ne beneficeranno entrambe le parti. ‘Calunnia’ è il nuovo lavoro degli Slander, e qualcosa è indubbiamente cambiato. Partiamo dalla fine. La cover di un pezzo come ‘Breed’ dei Nirvana, con il suo testo carico di disperazione e quel I Don’t Care ripetuto quasi come un mantra, sono un’ottima chiave di accesso per capire come la band si è evoluta. I pezzi infatti risultano un pò più cupi, con la voce di Samall che si è fatta un pò più profonda e meno sbarazzina che in passato. Musicalmente pestano duro come sempre: tempi mosh, sfuriate e l’innesto molto convincente di elementi hip hop ed elettronici (vedi la collaborazione nel brano ‘Stoned Age’ di Dj Craim e quella di Gully nel pezzo ‘Lamento Nero II’) regalano un sound compatto e privo di sbavature. Ottimo come sempre il drumming, preciso e molto incalzante. Registrazione rocciosa e granitica, in grado (almeno in parte, visto è che nella dimensione live che i nostri danno il meglio di sè) di dimostrare la loro potenza di fuoco. Ultimo elemento è la cover. Nelle loro precedenti release ci hanno abituato a copertine colorate o comunque ricche di dettagli. Qui invece prevale la semplicità, con addirittura il logo del gruppo che non è quello conosciuto ai più. Una mano disegnata, che potrebbe nascondere differenti chiavi di interpretazione. Più sopra scrivevo di una evoluzione. Ecco, i lagunari non sono più la party band selvaggia, ma con questo ‘Calunnia’ ci mostrano il loro lato più introspettivo e un pò decadente, se mi passate la parola. Credo che pure per loro (almeno dal punto di vista musicale) sia giunto il tempo della maturità e sono curioso di vedere cosa gli riserva il futuro. Nel frattempo acquistate questo vinile e andate a vederli quando suonano dalle vostre parti.
(Marco Pasini)

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