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Salad Days Magazine | March 23, 2019

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Soulburn interview

Soulburn interview
Salad Days

I deathster Soulburn non si possono di certo definire prolifici ma la pubblicazione di ‘Earthless Pagan Spirit’ a soli due anni dal precedente lavoro…

…prospetta una inversione di rotta delle priorità della band olandese da sempre legata a doppio filo all’operato dei connazionali Asphyx. Abbiamo contattato la band per tastare lo stato di salute di un gruppo che questo ultimo lavoro ha sfornato un interessate melange di black, death e doom in una sorta di tributo all’extreme metal più grezzo e ruspante.

SD: Parlateci di ‘Earthless Pagan Spirit’, finalmente disponibile dopo anni di “gestazione”!
S: Da quando abbiamo deciso di dare una accelerata al progetto Soulburn mi sento pienamente soddisfatto di come stanno andando le cose: comporre il disco è stato molto semplice e immediato grazie anche all’apporto di una persona dall’esperienza decennale come Magnus “Devo” Andersson.

SD: Com’è stato lavorare con un producer così quotato?
S: E’ al 100% sul pezzo, è una istituzione per le nostre sonorità. Non capisco quando le band cercano di lavorare con qualcuno che non è del proprio “giro”, nel senso che se suoni un certo tipo di sonorità mi sembra normale lavorare con il produttore che conosce tutte le sfumature di quel genere. Per questo lavorare con Magnus è stata la scelta giusta e il risultato si sente. E’ una persona molto easy, lavorare con lui è molto piacevole.

SD: Il vostro nome è da sempre legato a quello degli Asphyx, è una associazione che alla lunga pensi sia deleteria per i Soulburn?
S: Deleteria no, ma ci tengo a precisare che la nostra attività è completamente indipendente da quella degli Asphyx: ovviamente i legami sono fortissimi ma ognuno mantiene la propria identità.

SD: Infatti in questo disco la componente black e doom è molto accentuata in una sorta di tributo extreme metal…
S: Certamente, siamo dei cultori della musica estrema e sia il black metal e il doom, insieme al death metal, rappresentano il 99% dei nostri ascolti giornalieri!

SD: E il restante 1%?
S: Non te lo posso dire (ride ndA).

SD: Ok, tornando al disco invece un brano come ‘Withering Nights’, con tanto di parte vocale femminile, si stacca dal resto del materiale: come è nato questo brano?
S: Stavamo lavorando su quel brano ed è saltata fuori l’occasione di collaborare con questa ragazza molto dotata e secondo me questo pezzo, nonostante sia un pelo fuori dai nostri standard, è pienamente riuscito. Non abbiamo inserito una parte melodica per ingraziarci qualcuno, sentivamo che dava quel giusto vibe al pezzo e quindi ci è sembrato corretto continuare su questa strada.

SD: Toglimi una curiosità: l’Olanda è un paese relativamente piccolo ma con una scena estrema davvero florida, secondo te quale è il motivo che per cui sonorità come il death metal hanno attecchito in modo così profondo dalle vostre parti?
S: Il nostro è un paese molto aperto, tranquillo e tollerante. C’è bisogno di una valvola di sfogo: musica aggressiva, metal o elettronica, e risse da stadio sono due tra le attività più in voga dalle nostre parti. Forse è per questo.

SD: Sul versante live non siete invece una band molto attiva, possiamo aspettarci un tour vero e proprio in supporto a ‘Earthless Pagan Spirit’?
S: Non siamo certo una band di stakanovisti live ma promettiamo di suonare di più nei prossimi mesi, anche perché ora che siamo più liberi da altri impegni non vediamo l’ora di portare il nuovo materiale in giro, presto anche in Italia!

https://www.facebook.com/official.soulburn/

(Txt by Davide Perletti x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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