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Salad Days Magazine | April 3, 2020

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Survive ‘RR7349’

Survive ‘RR7349’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

SURVIVE
‘RR7349’-CD
(Relapse)
8/10


Raccontare la musica è un po’ come tentare di annusare i colori o voler ascoltare la consistenza, per esempio, di questa ottima torta fatta in casa che sto mangiando, a maggior ragione se ci si trova a riferire di un disco interamente strumentale, che proferisce un’unica parola nel titolo, la quale è una specie di codice senza significato. Non ci può essere un messaggio nella musica dei Survive (o S U R V I V E, come troverete scritto ovunque, tanto per complicare le cose), ma questo certo non sminuisce la rilevanza del disco in questione, né l’importante ruolo della musica come intrattenimento di qualità. L’atmosfera è la primaria e fondamentale creazione alla base di qualsiasi sound, che porta in sé stimoli attivanti, e certo ‘RR7349’ è ricchissimo di tali suggestioni. Si tratta del primo disco dei Survive per Relapse, nove tracce sintetiche al massimo, dark, ambient, con uno spiccato gusto retro. Gli anni ‘80 sono il riferimento di questa band, i tempi gloriosi dei sintetizzatori al servizio di geni come John Carpenter, a cui i Survive si ispirano per creare colonne sonore, come quando ancora le colonne sonore erano le musiche dei film, non delle canzoni messe a caso in un cd. Tutti noi ci siamo masturbati sulla sigla della serie TV ‘Stranger Things’, giusto? Sappiate che in quel pezzo c’è lo zampino dei Survive, e con questo so di avervi già convinti ad ascoltare l’intero disco, tanto sanno essere comunicativi venti secondi di musica strumentale, appunto. La retrowave dei Survive è subito riconoscibile per i suoni di grande qualità, per le atmosfere molto marcate e per il gusto nel mescolare vecchio e nuovo. La magia di ‘RR7349’ sta nel suonare modernissimo, ma allo stesso tempo riportare alla mente periodi e situazioni di trenta anni fa, grazie a minimalismi molto attuali uniti a suoni barocchi, ma i Survive vanno anche oltre, offrendo un sound cupo e maledetto che si insinua con eleganza e grande efficacia. Il downtempo esasperato potrà essere letto come monotonia da chi non è avvezzo a questo stile, ma credo che tale disco riuscirà, meritatamente, a essere apprezzato da una grossa fetta di pubblico.
(Francesco Banci)

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