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Salad Days Magazine | April 6, 2020

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Tankard ‘One Foot In The Grave’

Tankard ‘One Foot In The Grave’
Salad Days

Review Overview

5
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Rating

TANKARD
One Foot In The Grave’-CD
(Nuclear Blast)
5/10


Gli inossidabili (e alcool friendly) Tankard tornano ancora una volta con un nuovo disco. Sinceramente non mi hanno mai entusiasmato più di tanto. Ho sempre preferito la brutalità metodica dei Kreator o le aberrazioni sonore dei Sodom (senza dimenticare la follia dei Destruction, oppure altre formazioni “minori” come Darkness). Comunque, questo è il loro sedicesimo platter, quindi si vede che riscuotono ancora successo. I pezzi presenti sono il solito canonico thrash metal moderno, ottimamente prodotto, ma deficitario in velocità (tranne in rari casi come ‘Sole Grinder’) e in dinamismo. In poche parole: giungerete alla fine senza neppure accorgervene o nei peggiori dei casi, sbadigliando ferocemente. Strumentalmente i nostri suonano in maniera precisa, il suono è cristallino, ma manca il nerbo. Tutto è affogato in troppa melodia, non c’è violenza. Sembra che proprio non reggano più certi tempi ne certi riff. La voce di Gerre (qui pure in veste di bassista, coaudivato dall’altro unico membro originale rimasto, ovvero Frank Thorwarth) è sempre potente e secondo me avrebbe fatto faville con ben altra cattiveria sonora. I Tankard del 2017, sono il classico gruppo da festival tedesco, dove panciuti capelloni trangugiano birra e divorano salsicce tra una scapocciata e l’altra. Divertente per i primi dieci minuti, poi ti assale il tedio più assoluto. Ah per la cronaca, gli altri vecchiacci terribili Exumer, con il loro ultimo ‘The Raging Tides’, se li divorano…
(Marco Pasini)

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