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Salad Days Magazine | December 2, 2022

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The Answer interview

The Answer interview
Salad Days

Quello dei The Answer è probabilmente uno dei nomi più sottovalutati all’interno del panorama hard rock europeo, e il convincente ‘Raise a Little Hell’ dimostra ancora una volta come i quattro nordirlandesi…

…sappiamo mischiare egregiamente il retaggio blues rock del passato con una carica hard rock molto moderna e attuale. Incontriamo il rilassato bassista Micky Waters qualche ora prima di un infuocato concerto in quel del Legend Club di Milano, (affluenza nella media ma grande partecipazione sia del pubblico che della band stessa), che parte in automatico ricordando l’esito dei precedenti concerti milanesi della band: “Mi ricordo un bellissimo concerto al Tunnel qui a Milano, il locale era imballato e ci siamo divertiti tantissimo, invece un’altra volta siamo venuti di Lunedì e… a meno che suoni in UK mi sa che il Lunedì è la giornata internazionale anti rock per eccellenza, ahahahah’ per poi concedersi alle nostre domande.

SD: Come sta andando il tour? Siete quasi alla fine di questo primo giro di promozione…
TA: Vero, siamo reduci da sei settimane di tour in giro per l’Europa e queste sono le ultime date. Per dirla tutta mi sto davvero divertendo in questo tour, abbiamo ormai tanti album alle spalle e ogni sera cambiamo setlist pescando dal passato ma suonando anche tante song dal nuovo album. E’ rigenerante in un certo senso, sia per noi perché ci da qualcosa di nuovo ogni sera, sia per i kids che vengono al concerto perché non si trovano mai a qualcosa a cui hanno già assistito.

SD: Qualche episodio fuori di testa? Parla liberamente tanto la traduciamo in italiano…
TA: Ahahahah, o beh… dunque, diciamo che ci siamo divertiti parecchio specialmente in Germania! Un sacco di fan scatenati per fare festa insieme prima e dopo il concerto. Poi se qualcuno trova il modo di sgattaiolare nel nostro albergo alle sette di mattino beh, di certo non csi può dire che ci siamo tirati indietro!

SD: Ottimo! Passiamo a ‘Raise a Little Hell’: è stato registrato in Spagna ma composto nei vostri studi casalinghi, quanto ha influito questo modus operandi sul risultato finale?
TA: Si è corretto ma in parte, alcuni brani sono stati composti e registrati al volo in Spagna come ad esempio ‘The Last Days Of Summer’ e la titletrack. In generale arriviamo in studio con le idee ben precise, anche se la canzone non è completa è comunque a buon punto e in studio rifiniamo il tutto o prendiamo spunto dalle attrezzature a disposizione per sperimentare. Questa volta è stato un po’ diverso nel senso che siamo arrivati molto più rilassati e meno “macchine da guerra”. Birra, un po’ di fumo, ascoltare qualche bel disco… si decisamente eravamo tutti molto più rilassati e il risultato si sente in tutto il disco quindi, per risponderti ha influito decisamente sul risultato finale. La differenza principale è che in questo modo puoi usare lo studio come uno strumento vero e proprio.

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SD: Ti piace quindi entrare in studio e sperimentare con le sue “possibilità”?
TA: A me fa impazzire entrare in studio e setacciare ogni stanza, ogni armadio e trovare qualche diavoleria che possa essere usata in un brano. Riuscire a stare lontano da casa per qualche tempo e concentrarsi su quello che stai facendo è ottimo, perché se hai una buona idea puoi metterla subito nero su bianco, non devi uscire di casa, prendere la macchina, arrivare in studio, attaccare tutto… capace che la melodia o l’idea che hai in testa l’hai già cambiata otto volte nel tempo che sei pronto per registrarla! (e qui parte per la tangente descrivendo come ha tirato fuori un effetto usato su disco giocando a fare il MacGyver della situazione! ndR)

SD: Come avete scelto il titolo dell’album? E’ un richiamo più rock rispetto al passato?
TA: Per noi è stato una sorta di gioco di parole, il significato principale è quello di dare forza ed energia per superare le difficoltà di tutti i giorni, trovarsi insieme e uscire dalla routine quotidiana. Diciamo che è come un incitamento. Durante le registrazioni poi continuavamo a dirci tra di noi, “forza, tiriamo fuori questo piccolo mostro”, da qui è venuto fuori anche il titolo. Per me è un riassunto di tutto questo, una presa di posizione di questo tipo.

SD: Com’è stata la reazione ai nuovi brani durante questo primo tour?
TA: Ottima, i kids pare che apprezzino sia i pezzi nuovi che i nostri cavalli di battaglia. Non posso proprio lamentarmi, sono decisamente soddisfatto della reazione che stiamo ricevendo. Dopo tutto pare che non abbiamo pubblicato una cagata, ahahhaha.

SD: Parlando in generale invece cosa ne pensi del revival del vinile?
TA: Sono un grande amante dei dischi di vinile, sono un collezionista. Non sono un maniaco eh, almeno non quanto vorrei soprattutto perché non ho abbastanza spazio dove metterli! Mi piace come suonano, mi piace averli fra le mani e guardare le copertine e infatti abbiamo pubblicato tutti i nostri album in questo formato, a parte il primo che sarà però pubblicato in vinile l’anno prossimo per il decennale dell’uscita.

SD: Infatti dando uno sguardo sul sito della vostra label (Napalm Records) ho visto che ‘Raise A Little Hell’ è uscito in una marea di formati: cd, digipack, digipack con live, doppio vinile. Avete il controllo diretto sul formato delle uscite?
TA: Assolutamente, abbiamo deciso di rendere disponibile l’album in differenti formati perché come ti dicevo io per primo sono un collezionista e so che il rock fan ha bisogno di un formato fisico, anche se ovviamente il digitale ha ormai un grande spazio. Abbiamo sempre brani pronti per le b-side e le uscite in limited edition per avere qualcosa che renda appetibile ogni nuova uscita, e non solo qualcosa da collezionare e da vendere per fare numero.

SD: Volevo farti una domanda un po’ fuori contesto: in questi anni ha preso piede in maniera incredibile la ‘moda irlandese’. Ovunque, anche nei paesi più insospettabili trovi il gruppo che suona celtic punk o folk e il pub che festeggia San Patrizio con shamrock in bella vista. E’ una cosa che ti rende orgoglioso o ti infastidisce?
TA: No non mi infastidisce, è la nostra tradizione e ne siamo ovviamente fieri. Tutti noi siamo cresciuti ascoltando folk e canzoni tipiche del passato, la nostra società è completamente pervasa da questo tipo di musica. Ti dirò che siamo più dentro questo tipo di cose adesso piuttosto che in gioventù anzi, all’epoca probabilmente abbiamo messo in piedi una rock band proprio per evitare questo tipo di musica, ahahahah. Ma quando cresci inizi ad apprezzarla capisci che in qualche modo fa parte del tuo passato, della tua famiglia, di te. D’altro canto mi fa senz’altro sorridere vedere tutte queste persone dai luoghi più disparati millantare una discendenza irlandese, guarda negli USA? Beh, almeno vuol dire che gli stiamo simpatici!

SD: Sempre in tema parlaci un po’ di Rory Gallagher…
TA: Oh Rory Gallagher è stata una influenza fondamentale per tutti noi, una leggenda del blues rock irlandese! E’ stata una grande influenza per la band e per me in particolare così come i Thin Lizzy e anche Van Morrison, pur se in maniera minore. Ma Rory beh, l’ho visto più e più volte dal vivo e mi ha sempre lasciato senza fiato. Quando andiamo in giro e vedo i poster dei suoi concerti passati, in Germania o Scandinavia mi si riempie il cuore di orgoglio.

SD: Hai qualche suo album da consigliarci?
TA: Personalmente adoro ‘Tattoo’, lo trovo il suo album più rappresentativo. Quindi rocker in ascolto se volete immergervi in un po’ di sano blues rock irlandese sapete cosa cercare!

SD: Dalle vostre parti invece cosa bolle in pentola in fatto di band, live ecc… ?
TA: Beh considera che la nostra scena è molto piccola e più conservatrice rispetto ai nostri vicini, ad esempio l’Inghilterra che è comunque il mercato dominante. Ma le cose in generale vanno bene: tanti locali, gente che supporta la scena, abbiamo tanti songwriter ultimamente, sia uomini che donne. E poi tantissime band punk, penso sia il genere che attira di più in Irlanda del Nord: del resto quando hai come modello gli Stiff Little Fingers non puoi sbagliarti!

SD: Bene grazie per la tua disponibilità, hai un ultimo messaggio?
TA: Certo! Se vi piace il rock’n'roll ragazzi date una ascolto a ‘Raise A Little Hell’: e non vi fa scuotere il culo beh, almeno ci abbiamo provato! Un brindisi a tutti voi ragazzi e ci vediamo dopo al concerto!

http://www.theanswer.ie/

(Txt by Davide Perletti x Salad Days Mag)

Leggi la recensione di ‘Raise A Little Hell’ qui!

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