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Salad Days Magazine | January 21, 2020

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The Brokendolls interview

BROKENDOLLS INTERVIEW

I Brokendolls provengono da Cerea, provincia di Verona, da poco hanno sfornato il loro secondo disco; ‘TWOFITHYNINE’, qui davanti a me ho Ros il cantante, straripante animale da palco; impossibile vederlo fermo per più di un paio di secondi, dando l’idea di essere un’anima dannata in continuo movimento. I Brokendolls non fanno musica da “fighetti”, la birra è il loro carburante. Schietti sono orgogliosi di quello che stanno facendo…

SD: La prima domanda è d’obbligo, perché il disco si chiama ‘TWOFIFTYNINE’?
B: E’ il tasso alcoolico che il nostro bassista aveva un anno fa dopo una festa, quando fu fermato dai carabinieri, come puoi ben capire patente revocata e un po’di casino con i caramba, era un mostro in movimento. E’ dato che le nostre liriche parlano solo d’alcool, ‘Twofiftynine’ è in onore del bassista.

SD: E’ un disco dedicato all’alcool?
B: Non in maniera cosi esplicita, non è che siamo alcolizzati, non dobbiamo far vedere di saper bere, i Brokendolls parlano di festa, sia in maniera positiva che in maniera negativa, pro e contro vedi la patente ritirata, due punto cinquantanove è decisamente un bel casino. Il resto parla di vita vissuta, non canzoni fatte a caso, tutti fatti realmente accaduti. ‘The Revenge Of Ford Taunus’ parla dell’esperienza fatta con un vecchio Ford Taunus, sempre di propiet

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