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Salad Days Magazine | November 27, 2020

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The Wonder Years ‘The Greatest Generation’

The Wonder Years ‘The Greatest Generation’
Salad Days

Review Overview

5
5
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Rating

THE WONDER YEARS
‘The Greatest Generation’-CD
(Hopeless Records)
5/10


L’unico, vero, problema dei Wonder Years è che non hanno niente di speciale, niente che li faccia affiorare dall’oceano di band simili (giusto per contestualizzare: siamo in territorio pop-punk/emo mooolto edulcorato, tipico del catalogo Hopeless Records). Il sestetto originario della Pennsylvania si impegna molto nei cinquanta minuti di questo ‘The Greatest Generation’, giocando tutte le carte a propria disposizione, che è la melodia. Perché è vero che ci sono tante chitarre (in formazione ce ne sono due fisse più un’altra che si aggiunge all’occorrenza), ma vengono usate con estrema cautela, scegliendo arrangiamenti soft che in sostanza scendono a compromessi con il mainstream. Che potrebbe pure essere che non sono compromessi, che i Wonder Years vogliono veramente suonare questa roba scontata e mielosa. Però così si confondono con gli altri milioni di band uguali (non simili, uguali!) e alla fine posso pure essere bravi a suonare e a cantare, ma non vale un cazzo, perché se hai la Ferrari e poi la guida tua nonna, che cazzo ce l’hai a fare? E quindi non c’è motivo per cui dovrei suggerirvi di ascoltare questo disco. Perché pur’io ho perso cinquanta minuti della mia vita e mi sono rotto il cazzo.
(Flavio Ignelzi)

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