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Salad Days Magazine | October 22, 2019

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TOUR DIARY: PSYCHOFAGIST

TOUR DIARY: PSYCHOFAGIST
Salad Days

TOUR DIARY: PSYCHOFAGIST
Un tour europeo dei Psychofagist è un’esperienza di vita. Ci potresti anche rimanere a furia di incontrare fenomeni umani di ogni tipo. E allora spazio a questo lungo e divertente diario di viaggio, stilato con zelo dal bassista Marcello.

DAY 1: LUYNES (PROVENCE – FR) @ LE KORIGAN – LUN 01/10/12
Titolo: “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”
Sottotitolo: di lunedì sera, meglio i Bellissimi di Rete 4 che non il rock’n’roll nottambulo
Special starring: Deepthroat Tracheotomy (techno-brutal – FR) + Azyd Azylum (metalcore – FR) + Over The Reason (metalcore – FR)
Il Prequel: nulla di rilevante, eccetto aver sbagliato due volte strada sul tratto Busto Arsizio – Milano – Casale Monferrato (l’emozione…) e i primordi di abiura contro i salassi chiamati Sociétés Françaises d’Autoroutes.
Il Main event: volumi da denuncia, buona organizzazione e pubblico pro-feticci locali metalcore sono i trademarks del tranquillo lunedì al Korigan, locale di riferimento della musica live di spessore. Da lì a poche settimane avrebbero calcato il palco i Voivod… I Voivod!!!!
Il Sequel: riposo, doccia, borghesia e pulizia. Il fascino discreto di sentirsi popstar degni degli hotel della catena F1.

DAY 2: ERANDIO (BASQUE COUNTRY – ES) @ SENTINEL ROCK CLUB – MAR 02/10/12
Titolo: “Il metallo nero in barba alle necessità fisiologiche del sonno”
Sottotitolo: Never mind Lemmy Kilmister, here’s the Biscay Metal Die Hard Front
Special starring: Malevolic (old-school thrash – ESP)
Il Prequel: otto ore e mezzo di van a discutere se preferire i primi Unsane agli ultimi Unsane e di colpo… niente più caselli autostradali!
Il Main event: le scale più ripide del pianeta dirigono nella sala concerti al primo piano di un ameno bar per Defenders of the Faith. La location è niente meno che una taverna per feste private e gli Psychofagist sono chiamati a tener testa a giovani, ruspanti e divertentissimi emuli di Hellammer e Possessed. Il buon numero di presenti è ampiamente ripagato e le vendite si impennano.
Il Sequel: ESTREMO, specie per gli indigeni. Lo show termina alle 22, i nostri culi toccano un letto verso le 3. Non parlerei di vero e proprio “party”, ma piuttosto uno “sbandeggiare” nei sobborghi proletari di Bilbao. Nota bene: i culi dei promoter non toccheranno mai alcun letto, intenti nell’ascoltare demotapes fino al cantar del gallo; si esce tutti di casa poco dopo l’alba, chi a macinar chilometri, chi a faticare per la pagnotta e per la musica del demonio.

DAY 3: VIGO (GALICIA – ES) @ FRENOPATIKO PUB – MER 03/10/12
Titolo: “Rollin’ Rollin’ Rollin’… Raw-Hide!”
Sottotitolo: Città portuali, crocevia di (sotto)generi e (sotto)razze
Special starring: Strangled with Guts (thrash-death – ESP)
Il Prequel: secondo viaggio della speranza della tournée: la situazione all’interno del van degenera, tra stornelli con acustiche alla mano, overdose di zenzero fresco, junk food, astinenza da caffè. La zona portuale ha un nome accolto in maniera surreale da noi pellegrini: Buenos Aires. Contachilometri e orologio cedono ai beats incalzanti di Cryptopsy, Natron e Rotten Sound.
Il Main event: altro pub da defenders del verbo più estremo del metallo. Luogo di culto, gente di spessore, fans a 360° ma divertiti, show stoppato all’arrivo di una volante. Too fast, too fast for love. 20 minuti di abuso sonoro. Manteniamo volumi rovinosi anche tra i carruggi di una splendida Vigo.
Il Sequel: Estrella Galicia, liquori casalinghi, intrugli tipici degli spagnoli, svacco e cazzeggio con vari avventori, sarabanda metal col gestore indio. Memori delle prove nel furgone, prima di smontare si improvvisa una jam country-acoustic: voce, chitarra e cajon. Le graziose presenti vanno in visibilio. Dormiamo in una casa occupata. Una vera casa occupata, in via di restauro: materassi, calcinacci, cazzuole e acqua gelida.

DAY 4: PONFERRADA (CASTILLA – ES) @ LA VIEJA PUB – GIO 04/10/12
Titolo: “Ponferrada è l’Hardcore”
Sottotitolo: Come organizzare una data in 4 giorni e contare oltre 70 partecipanti
Special starring: non pervenuto
Il Prequel: corto spostamento tra montagne e deserti. Meritato pomeriggio chill-out a casa dell’organizzatore Pepe e del suo infoiato cagnetto Tofu. Ultimo Scott Kelly in filodiffusione, Internet, chiacchiere… Nessuna pretesa per questa serata recuperata all’ultimo dopo il forfait di Salamanca.
Il Main event: Ponferrada è hardcore, a Ponferrada esiste una vera scena hardcore, esiste una reale fame per un certo tipo di musica, un rispetto per gruppi e organizzatori che non si quantifica solo via Facebook, la voglia e la curiosità di investire un’ora della propria vita per lo show di sconosciuti italiani. E’ forse la data più calda, convincente e coinvolgente del tour. Ognuno esce dal pub elettrizzato. Ci vuole davvero poco…
Il Sequel: ci spostiamo in un rock bar più centrale, stanchi, sudati, ma sbalorditi dalla serata. Mannaggia a loro, gli spagnoli non vanno mai a dormire.

DAY 5: PALENCIA (CASTILLA – ES) @ AT.MOSH.PHERA.ZERO – VEN 05/10/12
Titolo: “Se Ponferrada è l’Hardcore, Palencia è il Metal old-school”
Sottotitolo: Ordinaria amministrazione per chi è cresciuto a pane e Sepultura
Special starring: Venial Sin (technical death – POR)
Il Prequel: fighettismo, snobbismo e shopping nelle vie centrali di una calda e soleggiata Palencia. Il locale apre tardi. Un inciso: il locale è una rimessa adibita a sala concerti e sala prove dai proprietari Tonio e Marta, leggende viventi del grindcore che, da oltre 20 anni, grazie anche alla militanza negli storici Rato Raro, organizzano live di ogni sorta.
Il Main event: ordinaria amministrazione, sappiamo come gestire questa platea. Siamo pane per i denti di un pubblico misto tra fans dei Master, grinders succubi della Relapse, bruciati di alcool, bruciati di speed, bruciati di erba (è un sottoinsieme dei Relapse-iani!), bruciati e basta. E’ una festa, non la nostra migliore performance, ma il casino è servito.
Il Sequel: ‘PsychoDiscoDeath’ – Psychofagist (almeno, chi resta vivo di loro) dietro la console. 100 Gb di mp3 e la Carcass-Dance è servita. Djs dell’Alcatraz di Milano state in campana, ci sono nuovi professionisti in città.

DAY 6: SAN SEBASTIAN (BASQUE COUNTRY – ES) @ ETENGABEKO ZARATA FEST – SAB 06/10/12
Titolo: “In questo mondo di crusters, in questo mondo di eroi”
Sottotitolo: Che c’azzeccano gli Psychofagist a sto festival? Tutto
Special starring: Mob47 (punk-SWE), Massgrave (grindcrust-CAN), Besta (death-POR), Derrota (grind’n'roll-ESP) & more…
Il Prequel: nulla di rilevante, salvo aver buone motivazioni per denunciare la Garmin per le mappe degli snodi stradali nella labirintica San Sebastian.
Il Main event: primo e di tutto rispetto festival del tour, alla sua 10a edizione. Sala concerti tra le più grosse e professionali che gli Psychofagist abbiano mai calcato. I crust-punx si mobilitano a vagonate, ma tra vestiti neri, toppe bianche e borchie zincate, si cominciano a intravedere vari freaks subumani con colori sgargianti, occhio vispo e spille degli Spazz. I 40 minuti di show a disposizione sono di alta caratura: i grandi palchi ci rendono eclettici, e alla fine non sono ripagati i soli subumani: gli Psychofagist cominciano a fare proseliti anche in altri lidi. Il dato sarà significativo per tutto il proseguo del tour.
Il Sequel: vita da after-festival e pernottamento in agriturismo. Alta qualità.

DAY 7: TOULOUSE (FRANCE) @ PAVILLONS SAVAUGES – DOM 07/10/12
Titolo: “Sunday Bloody Sunday”
Sottotitolo: Cresce la conta dei subumani
Special starring: Porkeria (hardcore – USA) + Evilness (deatmetal – FRA) + Keeper ov seal (melodic black metal – FRA)
Il Prequel: i nostri giungono in questa sorta di squat/centro culturale con ampio anticipo: i locali si mostrano amichevoli e l’organizzazione è di altissimo rango. Qualcuno ne approfitta per meritevoli svaghi turistici… Ogni band, in rifiuto alle teorie di Karl Marx, ha con sé una backline completa.
Il Main event: ressa, calca, sudore, pogo, effluvi rovesciati sul pavimento, pubblico di età compresa tra i 13 e i 65. Una domenica come raramente ci capita di vedere. Buono lo show dei gruppi locali, divertente quello dei texani, devastante quello degli Psychofagist, con diversi subumani (i più deformi in sala) in convulsioni epilettiche da bad trip di sali da bagno. Tra le migliori performances del tour.
Il Sequel: è domenica, gente, e l’indomani c’è una traversata oceanica da affrontare. Per questo ci mettono a dormire in una soffitta polverosa in mezzo ai gatti. Sanno di avere a che fare con moderni Bohémiens.

DAY 8 : PARIS (FRANCE) @ CANTINE DE BELLEVILLE – LUN 08/10/12
Titolo: “Parigi e la mobilità immobile”
Sottotitolo: Se Parigi è il traffico, Belleville sono i Quartieri Spagnoli napoletani al gol vittoria de “El Matador” Cavani
Special starring: Hwi Noree (nu-metal, post-core – FRA) + I The Omniscient (mathcore – FRA)
Il Prequel: otto ore di viaggio e congestione da ora di punta nella città dell’amore. L’odio comincia a salire e raggiunge il proprio apice all’ennesima angusta scalinata verso gli inferi dell’Ile-de-France. Siamo pronti per lo spettacolo.
Il Main event: cantina cavernosa, palco in cui è facile battere la testa al soffitto, buffet impeccabile, buona affluenza di baldi, seri e inamovibili giovani. Spettacolo senza infamia e senza lode.
Il Sequel: Belleville ha il suo fascino nelle notti uggiose tanto che, sospinti dal “dolce far niente”, accettiamo di lasciare la strumentazione al locale per ripresentarci la mattina successiva. Di giorno Belleville è un mercato all’aperto, crocevia di popoli dai distinti usi e costumi automobilistici. Situazione tragica se non fosse che Lille dista poche ore.

DAY 9: LILLE (FRANCE) @ LA RUMEUR – MAR 09/10/12
Titolo: “Il teorema della pasta al forno scondita”
Sottotitolo: Se il cibo fa pietà, ripiega sul merchandise ufficiale Psychofagist
Special starring: The Zygoma Disposal (mathcore, BEL)
Il Prequel: siamo italiani, prima o poi sarebbe apparsa in questo tour-diary la più classica delle lamentele come da titolo.
Il Main event: da snelli, l’unstable-schizoid-prog-ultrafastcore rende meglio. La scaletta ripiega su pezzi più matematici e su una maggiore dose di psichedelia, a controbattere l’ottima prova dei belgi. Serata fiacca ma dall’elevatissima percentuale di vendite: un rapporto acquirente/spettatore che supera il PIL del Liechtenstein.
Il Sequel: Se il cibo fa pietà, dopo aver ripiegato sul merch delle band, si ripiega automaticamente sull’alcool. Risultato: noi sobri e super-professional specialisti di tour, gli altri inabili a reggersi in piedi. Tra questi, anche i promoters che ci avrebbero da lì a poco accompagnati al motel. Esito scontato, di Lynchiana memoria… Strade Perdute.

DAY 10: OOSTENDE (BELGIUM) @ O.H.K. – MER 10/10/12
Titolo: “Welcome to the Friterie Country”
Sottotitolo: La civiltà si misura in friggitorie, sexy shops e sano metallo
Special starring: A Den of Robbers (grind-Dbeat, BEL), Murder Intentions (deathmetal – BEL)
Il Prequel: Oostende è una cittadina balneare di vecchia conoscenza degli Psychofagist, sede del bel centro culturale O.H.K., gestito, tra gli altri, dal nostro amico Wim, un energumeno fanatico degli Slayer che si scoprirà avere sbronze melanconico-manesche. Il pomeriggio è di turismo fritto-gastronomico accompagnato da birre trappiste.
Il Main event: la venue inaugura per l’evento il nuovo impianto audio: le band non si fanno sfuggire l’occasione per assordare i presenti. Pubblico da metal estremo un po’ più canonico, che si direbbe tornare comunque a casa soddisfatto.
Il Sequel: Casa di Wim e analisi/dibattito sulla sua collezione di CD (che sfigati inenarrabili…).

DAY 11: AMSTERDAM (NL) @ THE CAVE – GIO 11/10/12
Titolo: “Roxanne, you don’t have to put on the red light”
Sottotitolo: undici giorni di tour, sale la carenza di affetto.
Special starring: NAUSEAHTAKE (post-rock/post-core – NL)
Il Prequel: Non si può abbandonare il Belgio senza una colazione in una pasticceria tradizionale e una capatina al supermercato; la prima ci ha visti Strangers in a Strange Land all’interno di un tea bar per donnine anziane, tutto arredato da casa delle bambole e addobbi kitsch marypoppiniani. La seconda ci ha immersi nel paese dei balocchi di un supermercato all’ingrosso in mezzo alla campagna: razzia è stata fatta. Si arriva nella capitale attorno alle 16:00.
Il Main event: il The Cave è il bar di riferimento del metallo fra i canali, con la pecca che non sai con quanti soldi esci, con quanta fame esci e quanto poco brillo esci. La serata va incredibilmente bene, grazie all’ottima promozione fatta dagli italo-olandesi Isis-dipendenti Nauseahtake. Per il resto: Amsterdam è Amsterdam…
Il Sequel: Casa di Nemo e analisi/dibattito sui parchimetri nelle zone residenziali delle metropoli (che sfigati inenarrabili…).

DAY 12: EINDHOVEN (NL) @ BLOODSHED FEST 13 – VEN 12/10/12
Titolo: “Festival, la senti questa musica, che ci prende l’anima”
Sottotitolo: Subhuman mutanoid people allowed but not exclusively.
Special starring: KILL THE CLIENT (grind – USA), LOOKING FOR AN ANSWER (grind – ESP), MUCUPURULENT (death’n'roll – GER), FEASTEM (grind – FIN) & many more…
Il Prequel: ci si presenta al Dynamo (sede del festival) verso le 11 di mattina: facciamo apertura come i più diligenti secchioni e intavoliamo gags con il duo Luuk/Luc della Doomstar, agenzia promotrice di questo evento di rilievo del genere. Man mano arrivano tutte le bands. Noi abbiamo piantato le radici. I commensali cominciano a trovarci fastidiosi ed esibizionisti.
Il Main event: ospita di tutto, dal gore al crust, dal grind Terrorizer-iano al powerviolence. E poi noi. Sebbene primo di due giorni di rumore, l’affluenza è doppia rispetto alle aspettative dei promoters: oltre 400 appestati. Due palchi, uno gigante con suoni poco degni; l’altro, il Basement, nostro, più vivo e caloroso: mezzora per sistemarci ed acclimatarci, attendendo il nostro turno; 29 minuti per dare più di quanto avessimo a questa calca di teste roteanti e sballonzolanti. Gli Psychofagist sanno di non poter competere sul piano del “make you mosh” per cui lo show volge all’apnea, alla furia cieca, al distacco e all’alienazione dei presenti. Mosche bianche? Sicuramente, ma a sentire i feedbacks e gli accorsi al banchetto, delle mosche bianche necessarie per sterzare un po’ lo standard.
Il Sequel: poche ore di sonno di fortuna e l’ennesima transiberiana. Direzione: Sud.

(…TO BE CONTINUED!!!)

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