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Salad Days Magazine | January 18, 2021

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Transplants ‘In A Warzone’

Transplants ‘In A Warzone’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

TRANSPLANTS
‘In A Warzone’-CD
(Epitaph)
7.5/10


Chi può dire quanto un sideproject possa essere considerato stabile e durare nel tempo? I Transplants sono un supergruppo punk nel senso letterale del termine: c’è Tim Armstrong (Rancid, Operation Ivy), c’è Travis Barker (Blink 182, Box Car Racer, +44), c’è il rapper Rob “Skinhead Rob” Aston. Esordirono nel 2002 con un disco omonimo che fece parlare molto di sé; seguì ‘Haunted Cities’ nel 2005 contraddistinto da un calo di vendite e popolarità. Sembrava che l’avventura Transplants fosse giunta al capolinea. Invece ecco uscire (un po’ a sorpresa) ‘In A Warzone’. La title-track iniziale attacca con un inno punk molto old-school, quasi street e per niente leccato. Seguono ‘See It To Believe It’ e ‘Back To You’ anch’esse punk vecchio stile, più essenziali e in your face di quanto potevamo aspettarci. ‘Come Around’, primo singolo, è un cantico folk degno delle più torbide bettole irlandesi. Poi si cambia registro con ‘Something’s Different’ (lo dice il titolo stesso), che conduce in territorio rap, su basi sintetiche. Stessa cosa per ‘It’s A Problem’. Questi due episodi stridono con il punk/hc classico delle altre dieci tracce. Globalmente è un disco divertente, punk potente (‘Any Of Them’), veloce (‘Silence’) e direi senza peli sulla lingua (‘Gravestones And Burial Plots’).
(Flavio Ignelzi)

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