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Salad Days Magazine | September 17, 2019

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Villainy ‘Villainy 1′

Villainy ‘Villainy 1′
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

VILLAINY
‘Villainy 1′-LP/CD
(Hammerheart)
7.5/10


Il mondo del metal ha veramente bisogno di gruppi come gli olandesi Villany e vi spiego subito il perchè. In un momento storico in cui si cerca sempre di più di estremizzarlo attraverso un uso spropositato di tecnica di esecuzione utilizzando sempre di più la tecnologia in fase di registrazione confezionando prodotti sì perfetti ma privi di anima e di calore umano, è bello vedere che c’è sempre una frangia agguerrita di defender che invece intendono il metal in altra maniera. Questo terzetto proveniente dalla terra delle biciclette e dei tulipani e propone un thrash venato di doom, di rock and roll e di black metal. Un incesto che crea una mostruosità che si nutre di sporcizia, birra e cibo scadente. Ma una mostruosità che io apprezzo in maniera viscerale. Le coordinate sono quelle tracciate da gruppi come Venom, Celtic Frost, Death e Obituary. Un suono melmoso, infetto ma capace di improvvise fiammate purulente, come quando vi schiacciate un brufolo di fronte e una poltiglia giallognola e puzzolente lascia un bello striscione sullo specchio che vostra madre usa tutte le mattine per rifarsi il trucco. La voce ricorda quella insolente e slabbrata del miglior Cronos, quindi una bella vomitata in faccia dal retrogusto di hamburger misto a birra di infima qualità. Le chitarre sono sporche di frattaglie umane, con quel suono che ricorda una motosega che si diverte ad amputare senza fretta il giovane corpo di qualche procace fanciulla legata e imbavagliata. Basso e batteria suonano come un tir che sta per schiantarsi contro una fila di auto ferme al semaforo. Un suono bestiale e mefistotelico, un pugno dritto nelle palle mentre state dormendo alle 3 di notte. Dopo aver finito di ascoltare questo disco il sapore che vi rimarrà in bocca è lo stesso che avreste se vi foste lasciati andare a caldi baci con una tipa che ha appena sboccato del vinaccio preso al discount: fetore di morte e marciume. La registrazione è rozza, priva di sovraincisioni di sorta e dell’odiato trigger. Sembra quasi che siano entrati in studio, si siano sgolati una cassa di birra a cranio e abbiano infilato i jack negli ampli registrando tutto in presa diretta, tanta è la rabbia e l’urgenza di mettere su vinile la propria vendetta. Sì, perchè questo suono è vendicativo, non vi lascerà alcuno scampo. Sarete risucchiati in un maelstrom di sangue e disperazione. Consigliatissimi.
(Marco Pasini)

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