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Salad Days Magazine | May 17, 2022

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YAUTJA ‘THE LURCH’

YAUTJA ‘THE LURCH’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

YAUTJA
‘The Lurch’-CD
(Relapse)
8/10


Dischi come questo aiutano il lavoro del recensore di turno: tutto perfetto. La Relapse si sta sporcando le mani nell’underground, quello più sporco. Questa volta gli “osservatori” di turno hanno pescato in una zona dove ‘sti ragazzi devono essere veramente degli alieni (colto il riferimento?): Nashville, Tennessee. Un trio, fatto per due parti da locals (delle band in cui hanno militato Shibby o Kayhan consiglio vivamente i più hardcore del lotto, vale a dire i Chainshot), con una parte di Alabama, nella persona di Tyler Coburn, alla batteria anche nei Thou (che però, non scordiamolo, sono “formalmente” di Baton Rouge, Louisiana). E’ talmente tutto ok, che non devo sbattermi per nulla: ‘The Lurch’ è esattamente quello che ci si aspetta da una miscela del genere, un’esplosione di colori e suoni che non può non far “sorridere” dalla goduria della scoperta; cuccatevi la copertina del disco, e capirete di cosa sto parlando. Intendiamoci: ho messo “sorridere” tra virgolette, perché non è musica allegra. Possiamo forse chiamarlo “lo-fi” sludge? Anche qui, “lo-fi” assolutamente tra virgolette, più per l’approccio dei regaz, non certo per la preziosa produzione, made in Electrical Audio Studio, Chicago. Possiamo pensare ai Converge che decidono di cimentarsi con il sound del sud? Non lo so, decidete voi. Quello che resta, anche nei pezzi lunghi del lotto (vedi ‘Undesirables’ o ‘Before The Foal’), è il loro modo un po’ sghembo, sgangherato di vedere (o suonare) le cose, ma assolutamente “in your face”. Consiglio finale. Guardatevi il video di ‘Tethered’, e ditemi se non vi vengono in mente i Red Fang: delirio!
(fmazza1972)

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