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Salad Days Magazine | August 13, 2020

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You Me At Six ‘Night People’

You Me At Six ‘Night People’
Salad Days

Review Overview

4
4
4

Rating

YOU ME AT SIX
‘Night People’-CD
(Infectious)
4/10


È stato pubblicato da pochi giorni il quinto album degli You Me At Six, band pop rock inglese di grande successo, soprattutto in patria. Gli album fin qui prodotti, negli ormai tredici anni di attività della band, sono giunti spesso e volentieri nella top delle hit parade del Regno Unito, cosa di cui essi si fregiano e che fa riflettere su un paio di punti. Il termine stesso “hit parade” nel 2017 Dopo Cristo ha una valenza piuttosto anacronistica, ricorda i tempi in cui il Supertelegattone aveva un senso e l’industria musicale era regno delle opulente etichette discografiche, che decidevano chi doveva avere successo e cosa avrebbero ascoltato le persone, non proprio le stesse che oggi si godono la rivoluzione democratica e l’accesso infinito alla musica online. Finire nelle hit parade farà pure guadagnare, ma crea subito sospetti sulla qualità del prodotto, perché chi conosce il mondo della musica sa che i grandi numeri spesso non coincidono con la valenza artistica, anzi, i dischi da classifica sono sempre più terreno di chi si limita ad ascoltare le canzoni passate in radio, cioè la musica per le masse, non certo di chi sfrutta ogni giorno internet alla ricerca di novità interessanti. Quella che appare una lunga e superflua premessa è in realtà il succo del discorso per quanto riguarda ‘Night People’ degli You Me At Six, che è proprio un classico disco da classifica, inconsistente, piatto, pulito, corretto, come piace a chi apprezza melodie di una banalità sconcertante. “Rock” è diventata in questi anni Dieci una parolaccia, grazie anche a band come queste, ruffiane e senza mordente, pronte ad assecondare un assunto palese e indicibile: nell’infinita ignoranza, le masse odiano la musica e amano lo schifo. Facile come impostare i BPM sui 70, mettere le chitarre sullo sfondo, appena appena “graffianti”, puntare su ritmiche facili, strutture da Festival di Sanremo, qualche ballata triste, una produzione glassata, un po’ di scopiazzature e una voce cristallina in primo piano. Night People… Forse la Gente Della Notte dell’oratorio, i democristiani della musica, non certo noi maledetti alla ricerca costante della linfa vitale in un mare di suoni coraggiosi.
(Francesco Banci)

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