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Salad Days Magazine | June 7, 2026

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BARATRO ‘NO COMPLY’

BARATRO ‘NO COMPLY’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

BARATRO
‘No Comply’-LP
(Supernatural Cat)
8/10


Per prepararmi adeguatamente alla rece di ‘No Comply’, dopo i dovuti ascolti, mi sono riguardato quello che scrivevo a proposito del loro primo full lenght, trovate tutto qui. Rileggo, risento… riascolto… rileggo ancora. Solo una cosa è effettivamente sbagliata in quel pezzo (ed aveva ragione il direttore, Rigablood): il voto. “Dieci come la Comaneci”? Troppo. ‘The Sweet Smell Of Unrest’ era un ottimo album. Ma ‘No Comply’ è superiore. Album più completo… più spesso… più “sfidante” (in positivo). Partiamo dal titolo, partiamo dalla copertina, partiamo dalla forma. ‘No Comply’, il nome di un trick che qui unisce lo skateboarding… la resistenza a Gaza… l’essere non allineati… anzi, meglio… l’essere NON CAPITI. Una masterclass in comunicazione. Messaggio ampiamente utilizzato nel nostro mondo, vero. Mi vengono in mente i Sick Of It All di ‘DNC’. Ma qui andiamo oltre. Qui andiamo a Gaza. I contenuti, le atmosfere, la sostanza che tanto piace ai serissimi colleghi dei nostri? Completo. Spesso. Sfidante (in positivo). L’allargamento alla formazione a quattro, con l’aggiunta organica del violoncello di Matteo Bennici era, dal mio punto di vista, la grande sfida di questo ascolto. Gli archi (giudizio personale) mi portano più spesso verso Milano zona 1 ed i suoi salotti; non certo verso Milano zona 3 e i “fumi malefici” del (parco) Lambro. Invece. Quel cello, con quella chitarra, con quella sezione ritmica… dicevo: quel violoncello sposta tutto in basso, quel violoncello sposta tutto dentro al (parco) Lambro. Il parco Lambro di notte… d’inverno… deserto… l’edificio fantasma della Cascina/Capanna dello Zio Tom… le colonnine dell’SOS anti stupro ogni 100 metri… quelle che non sai se funzionano… ed infatti ad una certa non vai a correre… le pantegane che ti attraversano… lo spaccio da una parte, lato Cimiano… gli scambisti dall’altra, oltre al ponte delle tangenziale. Il parco Lambro di notte. Quel cello, con quella chitarra e con quella sezione ritmica… dicevo… quel violoncello sposta tutto in BASSO, quel violoncello sposta tutto DENTRO al (parco) Lambro. Quel violoncello ci porta dritto allo SLUDGE. ‘No Comply’ è più New Orleans che New York. ‘No Comply’ esce per Supernatural Cat, non per Improved Sequence. E la cosa ha molto senso. Non capite quello che sto dicendo? Mettete ‘Keep’em Needing’, a tutto volume. ‘Keep’em Needing’: il parco Lambro di notte.

P.S.
A fine recensione de ‘The Sweet Smell Of Unrest’ auspicavo una collaborazione dei nostri con Stefania Pedretti/Ovo. Ascoltatevi ‘Hold Fast’. Chiudete gli occhi… start… 30 secondi circa di climax quasi “classico”… o cinematografico se preferite… 30 secondi e poi arriva Curran ed entra “sguaiato”… anzi: entra SCOMPOSTO. Fuori luogo. Acuto. Stridente. Curran entra e rovina l’atmosfera “classica”, o cinematografica se preferite, con questo (quasi) parlato… con questo (quasi) latrato. ALLUCINANTE. Non è Stefania. Ma ragazzi: complimenti. Queste sono vette di “sconforto” fino ad oggi mai raggiunte… non negli Unsane… non nei Marnero… non nei Council Of Rats.
(fmazza1972)

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