Benefits plus Misca Festival @ Zō Centro Culture Contemporanee, Catania – recap
Il live dei Benefits è un dolore stratificato: il morso, la presa, il peso di tutto ciò sono solo il primo passo verso una conseguenza più profonda.
È una consapevolezza che risiede laddove l’essere umano sfiora l’anima, lambendola — in questo caso non con pugni o sfoghi reazionari, ma con un rumore costante, brutale ma necessario per scuotere il subconscio dalla frustrazione sociale. I due Benefits (Kingsley e Robbie) sono sul palco portatori sani di tutto questo e di molto altro ancora; sono i telepatici del caos e lo difendono questo con le unghie aggredendo l’aria, facendo esplodere i ritmi, declamando ragioni. La loro scenografia è il nulla: fumo, luci stroboscopiche bianche, amplificatori. L’estetica racchiude ancora, insomma, il loro lato DIY, punk, negletto e anarchico, ma con una morale! Lo spirito elettrico che si diffonde nel loro live non è semplice rumore di fondo, ma martellate che vibrano nello sterno.
Kingsley Hall stesso si mette a dura prova sul palco: la sua è una performance distopica, capace di insinuarsi sotto pelle e far urlare ogni singolo poro. La rabbia si muove come un’onda tra esplosioni e risacche, fino al suo scioccante spoken word. Il live è sezionato in vari momenti; sicuramente il punto clou è la title track di ‘Constant Noise’, ma anche i classici sono momenti iconici in cui i Benefits chiariscono che il loro intento non è divertire, ma far sentire qualcosa.
L’urgenza primaria è quella di farsi capire: l’aggressività è apparenza, la tensione è programmata affinché il pubblico percepisca il dolore osceno delle guerre, dei governi e di uomini dal potere sovrumano. Ed è infatti tra trame disturbanti, tra glitch elettronici e lo sprofondare in un’ambient post-apocalittico che i Benefits elargiscono una speranza che brilla in mezzo al disastro. I Benefits targati 2026 sono una band che ti porta sull’orlo della catastrofe, capace di trasformare la rabbia politica in un’esperienza fisica senza compromessi. Fondamentali.
MISCA Festival
Il closing party della Season 2 di Pulsar, conclusosi con i Benefits sul palco di Zō Centro Culture Contemporanee, si è avvalso sin dal pomeriggio della collaborazione del MISCA Festival: un contenitore per workshop, esposizioni artistiche e musica live organizzato da una nuova realtà catanese, per l’appunto il MISCA (Musica Indipendente Sottoculture Catanesi Associate). Noi di Salad Days abbiamo seguito il segmento musicale, composto da band dal sound eterogeneo ma dalla personalità forte e penetrante. Arrivo mentre è in corso l’esibizione degli Zzanne, la prima band ad aprire l’evento; faccio appena in tempo a montare la macchina fotografica e realizzare uno (1) scatto — giusto per inserirlo nella foto gallery… eheheh — che il loro tempo è già scaduto.
Peccato, perché il sound era vibrante, tra punk-folk e indie rock nevrotico; speriamo di beccarli di nuovo al più presto. I Lead To Gold sono per me una vecchia conoscenza, visti più di dieci anni fa nella seconda edizione dello Zanne Festival. Il ricordo di un pop minimale racchiuso in una struttura new wave si è trasformato, in parte, in un rock più grezzo e pungente, pur mantenendo il giusto tocco d’eleganza.
Subito dopo è il turno di un’altra conoscenza più recente: gli State Of Neptune da Palermo. Qui a farla da padrone sono atmosfere stoner rock filtrate da una tagliente linea punk, cifra stilistica sottolineata anche nel loro recentissimo lavoro ‘A Gambler’s Demise’.
Grande sorpresa i Kodaclips: da Cesena imbastiscono un live set caldissimo, equilibrando il freddo status shoegaze con fumi psichedelici e venature stoner-prog. Davvero super interessanti.
Infine i Lenore, band oscura e curiosa che porta sul palco ‘Per Non Aver Commesso Il Fatto’, album d’esordio uscito a fine 2025. Tra poesia ermetica, astrattismo e post-punk ipnotico, il tutto è plasmato dall’enigmatica voce di Valeria Rocco in un quasi totale spoken word. Il giusto finale per un festival che ha vissuto di luce propria e che porta con sé l’estetica DIY, impressa nella capacità di creare una rete di arti visive dal sapore indipendente.
(Parole e Fotografie di Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)





































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