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Salad Days Magazine | August 15, 2026

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CEREMONY ‘TELL ME YOUR DREAM’

CEREMONY ‘TELL ME YOUR DREAM’
Salad Days

Review Overview

8.5
8.5
8.5

Rating

CEREMONY
‘Tell Me Your Dream’-LP
(Relapse)
8.5/10


La premessa a questa recensione serve a chiarire che, pur avendo una formula solida e ben rodata, con ‘Tell Me Your Dream’ (settimo album in vent’anni) i Ceremony si confermano una formazione in perenne evoluzione. Per riassumere il tutto con una semplice frase: riescono a far sembrare un ritorno alle origini come un’evoluzione naturale (e viceversa). ‘Tell Me Your Dream’ racchiude in soli 30 minuti e 10 tracce l’intera traiettoria sonora della band, condensando 21 anni di storia in un massacro sonoro denso, urgente ed espressivo. Se da un lato il sound continua a evolversi a modo suo, dall’altro il messaggio dei testi si rifà ai classici stilemi — sempre attuali — di storiche formazioni anarcho-punk come Discharge e Crass. I Ceremony non usano metafore edulcorate, ma affrontano la realtà di petto: “Viviamo in un’era di massima incertezza. Nel punk, non vedo come si possa stare zitti e non rispondere.” — Ross Farrar (Voce). Emblematico è il brano ‘Madness’, un attacco post-punk all’oscenità della guerra e ai profitti che la alimentano, in cui la band non si fa problemi a chiamare direttamente in causa la questione palestinese. I testi di Farrar, in ogni caso, intrecciano costantemente la pura protesta a lotte personali, intime e profonde. Dal punto di vista musicale, ‘Tell Me Your Dream’ accumula tensione e intensità traccia dopo traccia: ogni brano esprime una forza politica inglobata all’interno di una danza primordiale. In definitiva, si tratta di un disco urgente, viscerale e privo di riempitivi, con cui i Ceremony dimostrano ancora una volta di saper leggere il presente senza scendere a patti con nessuno. Un album a voce alta che rivendica con forza tutta la propria identità. Brano guida: “Madness”. Frase emblematica: “Tocchi il fondo solo quando smetti di scavare”.
(Giuseppe Picciotto)

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Photo Credit: Martin Sorrondeguy

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