CITIZEN ‘HALCYON BLUES’
Review Overview
7
7CITIZEN
‘Halcyon Blues’–LP
(Run For Cover)
7/10
A distanza di tre anni dall’ultimo lavoro ‘Calling The Dogs’ tornano una della band, a parere mio, più solide degli ultimi quindici anni: i Citizen. Da Toledo, OH e Detroit, MI, Mat Kerekes e co. sfornano ‘Halcyon Blues’ per Run For Cover, disco che cambia totalmente passo dal precedente, più aggressivo e “sbarazzino”, diciamo non proprio l’identità emo che i Citizen hanno voluto mantenere fin dall’inizio, pur rimanendo un episodio estremamente godibile. Ma differenze a parte, ‘Halcyon Blues’ riassume ciò che c’è stato fin dall’inizio con l’esordio spettacolare di ‘Youth’ passando anche al meno menzionato ‘Life In Your Glass World’, concepito in pieno periodo pandemia e riflettendone tutte le preoccupazioni e incertezze del caso. Aprono cariche e potenti ‘Good Fortune’ e ‘I Can See You From Here’ dove sono sempre le relazioni e le incomprensioni con un’altra persona a fare da filo conduttore, rallentando drasticamente poi con la title-track dove la disillusione e la conseguente realizzazione la fanno da padrona; ‘Is It In My Brain’ richiama echi del disco precedente, mentre ‘Matador’ sfodera un’inedita grinta post-punk dando prova della versatilità della band, passando poi al singolo ‘High And Lows’ che è il perfetto esempio di ciò che sono i Citizen, esercizio di stile in accezione positiva, chiudendo con il brano acustico da titoli di coda ‘Anne’ un album dove l’intensità emotiva, l’intimità e le piccole sperimentazioni sono l’asse portante.
(Fabrizio De Guidi, @cultoffabri)
Ph. Atiba Jefferson



















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