Conway The Machine interview
L’estate scorsa allo Skate And Surf Film Festival Conway The Machine si è preso Milano, dimostrando anche alla fanbase italiana di essere diventato uno dei re dell’underground americano.
Il rapper di Buffalo tramite le sue barre ci ha raccontato la realtà che ha vissuto e che continua a vivere attraverso il filtro dei suoi occhiali, regalando alla capitale meneghina una di quelle “Milano Nights” da lui descritte nel suo ultimo disco pubblicato. Il CEO di Drumwork Music e membro di Griselda Records ha infatti fatto tappa all’Ex Macello di Viale Molise con il suo Slant Face Killah Tour e noi di Salad Days Magazine eravamo lì, pronti a intervistarlo a immortalare questo momento.
SD: 5 anni fa è uscito ‘WWCD’, per la felicità dei fan che hanno visto per la prima volta te, tuo fratello Westside Gunn e tuo cugino Benny The Butcher collaborare in un intero album: credi che in futuro ci possa essere occasione per vedere nuovamente un progetto con voi tre riuniti?
CTM: Lo spero, lo spero davvero. Vedremo.
SD: ‘In Land O Lakes’ (‘Everybody Is F.O.O.D.’) dici “Ain’t it crazy, the kid with the twisted face the new face of Shady”: che ha rappresentato per te e tuo fratello Westside essere firmati da Eminem dopo l’uscita di Hall & Nash nel 2017? Quanto è stato importante questo deal per la vostra carriera? Voglio dire, si tratta di Eminem!
CTM: Poter fare affari ed essere partner di Eminem e Paul Rosenberg è stato sicuramente un grande affare per me, è stato storico importante e non li ringrazierò mai abbastanza per aver puntato su di una coppia di ragazzi come me e West. Specialmente da un posto dove queste cose non succedono. Lo apprezzo molto, è stato importante per me, sono così fortunato e grato che abbiano rischiato su di me.
SD: Eminem non è stato l’unico a riconoscere il tuo valore, dato che negli anni hai collaborato con leggende del genere come Kool G Rap, Raekwon (Wu Tang), Method Man (Wu Tang), Havoc (Mobb Deep) e con artisti come 50 Cent e Kanye West: dato quel che state facendo con Griselda, pensi possiate essere i nuovi Wu Tang o addirittura arrivare a un livello ancora più iconico nella storia dell’hip hop?
CTM: Sarò onesto, probabilmente non ci sarà mai un altro Wu-Tang Clan. E allo stesso tempo anche quel che siamo riusciti a realizzare e costruire con Griselda non sarà mai replicabile. Non ci sarà mai un’altra Griselda, perchè sento che siamo unici. Siamo talenti trascendenti, qualcosa che vedrete solo una volta nella vita.
SD: Oltre ai rapper, ci sono producer come The Alchemist e Dj Premier che hanno collaborato con te: che rapporto hai con loro e com’è stato lavorarci insieme? Tra i producer con cui non hai ancora lavorato, con chi ti piacerebbe collaborare invece?
CTM: E’ leggendario poter lavorare con Dj Premier e vedere produttori come lui e Alchemist all’opera, così come studiare e imparare da quello che fanno. È stato un momento epico e importante per me, è stato davvero un’ispirazione. Per quanto riguarda il produttore con cui non ho ancora lavorato ma con cui mi piacerebbe lavorare, probabilmente ti direi Pharrell invece.
SD: “You can’t tell me all these rappers not inspired / Before Reject 2, niggas was rappin’ like Desiigner” dici in ‘No Women No Kids’ (‘Look What I Became’), perciò mi sorge spontaneo chiederti: quanto credi che tu e il tuo collettivo abbiate influenzato e cambiato il rap mondiale?
CTM: Mi sembra che abbiamo fatto molto e siamo cambiati molto se si ascolta tutto. Specie se si ascolta com’era la musica, com’era la dinamica di realizzazione degli album e altre cose del genere. E questa è anche la prova che Eminem sia arrivato dove sia ora. Potrei sbagliarmi, è solo la mia opinione, ma mi sembra che prima gli artisti facessero solo album con canzoni che pensavano sarebbero piaciute ai fan. Era come prendere la formula di ciò che era vincente, ma non è questo il senso dell’hip hop. Sai cosa voglio dire, questa merda dell’hip hop riguarda l’essere unici e originali e l’essere se stessi. E prima di ‘Reject 2′ abbiamo avuto questa paura di essere noi stessi, ma poi quando siamo arrivati con Griselda, siamo usciti fuori e tutti hanno visto che eravamo in forma come se fossimo sotto steroidi, che avremmo fatto spettacoli in tutto il mondo e che avremmo fatto dei tour. Se non fossimo stati noi stessi, avremmo compromesso l’integrità della nostra creatività.
SD: Quali sono invece gli album e gli artisti che ti hanno influenzato e portato a essere Conway The Machine oggi? E quali sono invece le tue attuali influenze musicali?
CTM: Direi che gli album che mi hanno formato e ispirato per essere me stesso oggi siano probabilmente ‘Reasonable Doubt’ (Jay Z), ‘Illmatic’ (Nas), ‘Me Against The World’ (2pac) e ‘The Infamous’ (Mobb Deep). Gli artisti dell’industria musicale che sto ascoltando e che non ho ancora nominato invece sono TF, Jay Worthy, Da Baby e Sauce Walka.
SD: Oltre ai tuoi episodi di vita, nei tuoi testi si possono ascoltare molte reference al wrestling e al basket: quali sono stati i wrestler e i cestisti che ti hanno ispirato di più?
CTM: Per i wrestler direi probabilmente Ric Flair, Stone Cold e come nuovo nome Kevin Nash.
SD: “I put on for the city, I did it for Chello, I made him a promise” dici in ‘Calvin’ (‘LULU’): con Griselda stai mettendo Buffalo sulla mappa della storia dell’hip hop mondiale, ma che rapporto hai con questa città? Cosa ami di più e cosa odi di più di essa?
CTM: Odio tutto di Buffalo (ride, ndr). Odio tutto di essa e allo stesso tempo amo tutto di essa, questo è tutto quel che posso dire.
SD: “I do their streaming numbers with the vinyl and the CDs” dici in ‘Front Lines’ (‘From King To A God’), a testimonianza di quanto il brand Griselda e tutto i suoi prodotti siano iconici: quali altri articoli del merch mai realizzati vorresti vendere con il marchio Griselda? Quali sono invece le prossime mosse che avete in progetto musicalmente come collettivo?
CTM: Sneakers e jeans per me personalmente. Voglio iniziare a proporre cose diverse che non abbiamo ancora pubblicato. Ho un paio di nuovi album già in cantiere, per cui stiamo per pubblicare altra musica, a partire da Goose By The Way e dal suo album, che uscirà quest’anno e che è molto atteso, e dal film di Drumwork, con il quale inizieremo a spingere di più. E poi c’è Drumwork Exotic, il marchio della cannabis. Abbiamo alcuni artisti che fanno la loro musica e che la stanno rilasciando, come Goose, e stiamo cercando di star dietro a loro, da dietro alla telecamera e da davanti a essa; farò anche un pò; di recitazione in futuro, ma soprattutto vorrei scrivere serie e film. Ho poi un libro a cui sto lavorando, ‘God Don’t Make Mistakes’, che prima era solo un album e poi diventerà anche un libro. E infine abbiamo alcune cose a cui stiamo lavorando al di fuori della major.
SD: In ‘Dropping Tears’ (‘From King To A God’) dici “I know God got a purpose, music saved my life / If I wasn’t recordin’, I would’ve been with him that night”, commentando la scomparsa del tuo ex producer e amico Dj Shay: cosa rappresentava per te e quanto è stato difficile per te e per gli altri componenti di Griselda superare questo lutto?
CTM: È dura. Probabilmente stiamo ancora cercando di superarlo perchè è stato un duro colpo. Dj Shay era il nostro fratello maggiore, il nostro mentore e un nostro amico, quindi per noi è stata una grande perdita. Per Benny, per West, per tutti noi è stata dura da accettare.
SD: Quella non è l’unica volta che hai vinto sulla sorte, dato che, come dici in ‘Bianca’ (‘Palermo’) (“I got shot in my head and in my neck and I’m still grinnin’”) sei stato colpito con dei colpi di arma da fuoco nel 2012, che ti hanno costretto poi a convivere con la paralisi di Bell: se potessi tornare indietro ed evitare di ricevere quelle pallottole, senza però essere sicuro di arrivare ad avere il successo che hai oggi, lo faresti? Avresti mai pensato di tornare a muoverti dopo quel che ti dissero i dottori sulla tua condizione fisica in seguito all’accaduto?
CTM: Sì, pensavo che mi sarei ripreso, sapevo che mi sarei ripreso. Me lo sono messo in testa e questo è il potere della manifestazione, il potere della parola: ho detto a me stesso e a tutti quelli che mi stavano intorno che mi sarei ripreso, che questo non era niente. Perciò non voglio cambiare quello che ho e non voglio cambiare quello che ho avuto, perchè penso che Dio non faccia errori (“God don’t make mistakes”).
SD: Hai chiamato uno dei tuoi album ‘Palermo’, hai nominato un brano ‘Milano Nights, Pt. 1′, hai girato il video di ‘Give & Give’ a Venezia: dopo tutti questi riferimenti a essa ti chiedo, qual è il tuo rapporto con l’Italia? Cosa ti piace di questo Paese e che idea ti sei fatto di esso da quando hai cominciato a venirci a suonare?
CTM: Adoro tutto dell’Italia, è un paese bellissimo, con gente bellissima e che è ricco di cultura, architettura e storia. E poi questo cibo fantastico, l’energia incredibile… è solo amore, provo solo amore per questo Paese. Questo è uno dei primi posti in cui sono venuto quando mi è stato permesso di viaggiare fuori dal mio Paese, fuori dall’America, e io, non so, mi sono innamorato di questa roba e amo tutto, amo il cibo, amo le donne, amo la gente. Amo davvero tutto di esso.
SD: “I just seen a video on the news I couldn’t believe (Nah) / Another racist cop kill a nigga and get to leave (Again?) / He screamin’, I can’t breathe, cop ignorin’ all his pleas / Hands in his pocket, leanin’ on his neck with his knees” narri in ‘Front Lines (‘From King To A God’)’, perciò volevo chiederti: pensi che questa piaga dell’odio razziale potrà mai estinguersi negli Stati Uniti?
CTM: No, purtroppo no. Voglio dire, questa è solo la mia opinione, e non posso nemmeno dire che lo spero perché non mi interessa davvero. O meglio, non voglio sembrare insensibile, in parte mi interessa, ma semplicemente non lascio che mi rovini la giornata. Capisco cos’è e so come affrontarlo. Io ho dovuto imparare a gestire il razzismo sistemico. E onestamente non credo che il razzismo finirà mai perché è redditizio in America, sapete cosa intendo.
SD: “Build the next powerhouse record label, that was my next plan / DrumWork like Death Row in the ’90s mixed with Def Jam / We the Def Squad, but I shoot solo, I’m Redman” dici in ’200 Pies’ (‘La Maquina’): quali sono però per il 2025 i tuoi obiettivi con la tua etichetta?
CTM: Voglio vedere i miei artisti essere in cima alle classifiche e là fuori a fare ciò che devono fare e a costruire i loro marchi, mettendosi nella condizione di fare le cose che vogliono fare. E voglio vedere decollare il film di Drumwork e Drumwork Exotics, il nostro marchio di cannabis. Questo è il nostro piano per il 2025. E poi ho anche un altro paio di album in uscita nel 2025, quindi il lavoro non si fermerà e continueremo ad andare avanti ancora e ancora.
(Intervista di Diego Montorio, fotografie di Rigablood x Salad Days Mag / WeKillWhatWeLove – All Rights Reserved)





















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