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Salad Days Magazine | February 10, 2026

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GUV ‘WARMER THAN GOLD’

GUV ‘WARMER THAN GOLD’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

GUV
‘Warmer Than Gold’-LP
(RunForCover)
8/10


Con l’occasione dell’uscita discografica di ‘Warmer Than Gold’, Ben Cook alias Young Guv accorcia il nome nell’essenziale Guv. Con tutta probabilità il cambiamento di rotta avvenuto con questo nuovo lavoro rispetto alle precendenti produzioni segna qualcosa di nuovo di più maturo. Ci aveva abituati a un power-pop cristallino di stampo nordamericano, qui decide di tuffarsi nelle nebbie e nelle luci stroboscopiche del Regno Unito anni’90. Per la precisione quelle della scena di Manchester (Madchester!), ma con un ottica più moderna e sofisticata dal piglio psichedelico. L’immaginario giusto è la pioggia, l’odore dell’asfalto bagnato, i neon saturi e colorati e di viaggi in autobus notturni e solitari. Qualcosa profuma di Stone Roses, qualcosa ricorda i non luoghi dei Ride, certi ritimi i primi Chapterhouse. Il disco è pregno di suoni ben stratificati la produzione curata da James Matthew Seven (JMVII) mantiene alta tensione e l’energia, ma sono sicuramente le sfumature, i dettagli a innescare la miccia a ‘Warmer Than Gold’, in questo caso: Hatchie, il duetto con la regina del dream pop nel brano ‘Never Should Have Said’ tocca vertici eterei sublimi, Meg Mills (Turnstile) che ha co-scritto ‘Seaside Story’ un pezzo che richiama il pop jingle-jangle della Sarah Records, malinconico e raffinato allo stesso tempo. Darcy Baylis che contrinuisce a mantenere l’equilibrio tra elettronica e chitarre. Il brano che più mi ha colpito è ‘Blue Jade’: apparentemente di facile approccio innesta invece in modo super un mix tra punk e shoegaze, creando sì un muro di suono denso e poderoso ma allo stesso tempoa protezione della trascinante melodia po, genialmente creata. L’ambizione è siuramente un atto in progress per Ben Cook e ben si dimostra in questo ‘Warmer Than Gold’ che diventa un ascolto obbligatorio d’inizio 2026, grazie alla sua freschezza e costante sensibilità punk pop.
(Giuseppe Picciotto)

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