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Salad Days Magazine | March 15, 2026

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MOTHER GIRAFFE ‘FOOD IS A NECESSITY’

MOTHER GIRAFFE ‘FOOD IS A NECESSITY’
Salad Days

Review Overview

8.5
8.5
8.5

Rating

MOTHER GIRAFFE
‘Food Is A Necessity’
(Autoprodotto x Tifone Crew)
8.5/10


Il mio primo ascolto “serio” del 2026 (ovvero quello fatto per intero, tornando random su qualche brano per dare sfogo ai pensieri per una nuova review) è il lungo nuovo lavoro dei Mother Giraffe (Antonio voice- Saro guitar- Giorgio drums- Vincenzo bass). La curiosità nasce (anche) dall’aver visto la band in azione dal vivo già due volte: i Mother Giraffe sono uno di quei gruppi che fanno del palco il proprio credo e teatro, ancor più che dello studio (…), (… credo che siano nati con una vocazione dicharatamente live). E dunque, ‘Food Is A Necessity’. L’album si presenta con una tracklist di nove brani (in verità sette, dato che la prima e la quinta traccia fungono da introduzione e collante). Il disco gravita attorno a una realtà dove il cibo è probabilmente la causa del “male necessario” dei deboli; il predatore si cela dietro qualunque opportunità gli si pari davanti, affondando con mano dolce il coltello con cui affetta una società abietta, che dilaga finalmente nel nulla a pancia piena. Il singolo scelto per presentare il progetto è ‘House Of Bondage’ (fuori il 5 marzo): una bordata new-echo punk/wave che procede a passi dispari in territori poco ortodossi. Una traccia plasticosa ma al tatto metallica, che si accartoccia nel fiammante assolo finale. ‘Stab Fight’ continua il percorso come una cantilena che si contorce tra spasmi e ritmi sincopati; è qui che Antonio, la voce dei M.G., inizia la sua personale discesa tra le proprie personalità, oltre l’alternanza di umori, oltre l’inquietudine e la rabbia sofferente che brucia nei polmoni. Dopo di che, succede di tutto: incontri i Gaz Nevada che si sono persi per strada, i Mclusky che fanno l’autostop e i Coil all’entrata a spacciare… difatti, ‘Walking At The Market’ la tracca seguente, produce sorrisi come un acido prima di un rave anni’90. Qui sono gli strumenti a intrecciarsi e avvilupparsi ai nervi, stirandoli fino a renderli elastici in un piccolo anthem cult che viaggia ancora fresco nel tempo. Dopo ‘Intermission’ (il collante), si riparte — per modo di dire — con ‘Steam Cooking’. Con i suoi 7 minuti e 14 secondi è il brano meno elaborato del lotto nonostante la lunghezza; si snoda attraverso il serpeggiare del basso che, come in un solco, sparge con cura e leggerezza vitamine, consistenze e sapori dei Mother Giraffe. In ‘Paolino’, il basso di Vincenzo sembra uscire direttamente da un’idea condivisa con Bob Weston, ma chitarre, batteria e voci convulse spingono in direzioni psichiatriche opposte: un soffio basta a farti cadere oltre l’orlo. Il pezzo è come se si agganciasse in modo sbalorditivo a ‘Pigs’, dove la strumentazione in questo caso si annoda e snocciola un refrain di seducente psichedelia acida che ti congela il cervello. I suoni non penetrano, ma ti percorrono come un formicolio incessante. Alla fine, ‘Can You Imagine’ è il resoconto di ‘Food Is A Necessity’, una sorta di saluto corale, l’ultimo giro nel Luna Park da incubo ideato dai Mother Giraffe. Andar via da questo luogo diventa difficile: è un posto dove incontri te stesso più volte, fino a non riconoscerti o a provare dolore nel farlo. ‘Food Is A Necessity’ uscirà il 5 Aprile 2026 è stato registrato al Desert Door Studio dal leggendario Frank The Door, mixato e masterizzato egregiamente da Carlo Longo presso Nueva Arte Studio. Decisamente molto in alto.
(Txt & Pic Giuseppe Picciotto)

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