NOTHING ‘A SHORT HISTORY OF DECAY’
Review Overview
8.5
8.5NOTHING –
‘A Short History Of Decay’-LP
(Run For Cover)
8.5/10
Nichilismo, brutalità e violenza sono termini che si associano volentieri a band metal o hardcore punk, ma sicuramente non a gruppi shoegaze. Tranne uno: i Nothing. La band capitanata da Domenic “Nicky” Palermo è stata capace di trascendere gli schemi di un genere spesso accusato di essere troppo etereo o distaccato, trasformandolo in qualcosa di carnale e sporco. In questo caso, la dualità del nuovo album ‘A Short History Of Decay’ si presenta clamorosamente così: da un lato il volume che ti schiaccia contro il muro, dall’altro la quiete eterea che ti sussurra all’orecchio le tue paure più profonde. Perché è questo quello che sanno fare meglio i Nothing: innescare paure, trafiggerti con i timori, incanalare il dolore. Se per certi versi i Nothing sembravano quasi alla fine del proprio percorso, questa nuova fase mette a nudo ancora di più la spietatezza della band che — affrontando temi come invecchiamento, malattia e memoria — espia il peso della sopravvivenza attraverso il rumore, senza fare sconti né compiacimento alcuno. Anzi, il sound sembra espandersi: i fasti del capolavoro ‘Guilty Of Everything’ e la super collaborazione con i Full Of Hell hanno reso lo stile dei Nothing più consapevole e dalle linee evolutive post-metal. Questa la formazione attuale (composta da pesi massimi) dei Nothing: Doyle Martin (Cloakroom) alla chitarra; Bobb Bruno (Best Coast) al basso; Zachary Jones (MSC) alla batteria; Cam Smith (Ladder To God/Cloakroom) come terza chitarra; oltre, ovviamente, al leader indiscusso Domenic Palermo alla chitarra e voce. Brano guida: ‘Cannibal World’. Il decadimento fisico ha finalmente la sua opera più ambiziosa: ‘A Short History Of Decay’.
(Giuseppe Picciotto)


















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