P38 + Quercia “Istigazione” @Alcatraz, Milano – recap
Non che avessimo ‘sto bisogno di scrivere qualcosa riguardo al ritorno live dei P38.
Sapete com’è: Salad Days c’era al famoso concerto di Reggio… quello della (ai tempi) fine del gruppo… quello dell’inizio del delirio giustizionalista peggio dei terroristi arabi. Non che avessimo ‘sto bisogno di scrivere qualcosa riguardo al ritorno live dei P38. Sapete com’è: Salad Days recensiva real time l’infamous ritorno dei nostri su disco… anzi, su CD. Poi arriva Capovilla, e le solite dichiarazioni da vecchio per vecchi: “Discarica”… “Analfabeti funzionali”… etc etc. Poi arriva il grosso dei suoi colleghi, pop/indie/metal che sia… che, orgogliosi, riprendono le parole del nostro, senza alcun senso critico. D’altra parte quelli del concertone NON suonano. Sono “analfabeti funzionali”, cantano con l’autotune. Le solite cose da vecchi per vecchi. Poi arrivano tutte le testate giornalistiche, no matter se stiamo parlando di indipendenti o di mainstream, no matter se stiamo parlando di musica o di costume… arrivano TUTTE le testate giornalistiche che riprendono ACRITICAMENTE Capovilla e le solite dichiarazioni da vecchio per vecchi: “Discarica”… “Analfabeti funzionali”… che noia, che barba. Brrrr… che paura! Ora… la domanda delle domande. Dove caxxo era Capovilla la sera dei P38 all’Alcatraz? Dove caxxo era il grosso dei suoi colleghi, pop/indie/metal che sia? Dove caxxo erano TUTTE le testate giornalistiche? No matter se stiamo parlando di indipendenti o di mainstream, no matter se stiamo parlando di musica o di costume… dove CAZZO ERA TUTTA ‘sta gente, il 27 aprile sera? Alle parole di Capovilla mi sarei aspettato un qualcuno, un Fantozzi che dicesse: “Pierpaolo, bravo, anzi bravissimo… ma stai dicendo una cagata pazzesca”. Ma ci sta. Villaggio era un genio. Ma ci sta: non voglio rovinarmi il rapporto con un personaggio che ha dato tanto alla musica indipendente italiana? Meglio stare zitti. Ok, zero Fantozzi… ma almeno vedere un qualcuno di questi paladini della buona musica italiana alla festa per la “liberazione” dei P38? Niente. Non c’era Capovilla. Non c’era il grosso dei suoi colleghi (mi piace pensare ci fosse Clap Clap, uno dei pochi che ha parlato bene dei P38). Non c’erano i giornalisti. Dopo una decina di giorni, ho letto solo l’ottimo resoconto di outsiders, che trovate qui. Per il resto… NIENTE. Un Alcatraz palco A pieno di ragazzini infoiati che cantano cori contro il PD, contro la polizia, contro TUTTO E TUTTI? Una versione GROSSA di quello che di norma succede in un centro sociale davanti a 50 persone quando va bene? Una versione CONSCIOUS di quello che capita(va) in curva, allo stadio? Un ottimo concerto con un’ottima produzione? La prova del palco A dell’Alcatraz superata ALLA GRANDE? Una BELLA serie di ospiti gasati e gasanti… e parlo di giovani tipo Franchetti o Emilio Paranoico… continuo coi “vecchi” tipo Ted Bee… e finisco con gente che suona “veramente”, tipo i Quercia? Una line up varia e divertente… no tappabuchi? Dimenticavo! I Quercia, loro quoque, ampiamente PADRONI del loro set? Insomma. C’erano tante, anzi tantissime buone ragiorni per esserci. Mi sarei aspettato un qualcuno di questi paladini della buona musica italiana alla festa per la “liberazione” dei P38. Invece niente. Non c’era Capovilla. Non c’era il grosso dei suoi colleghi (mi piace pensare ci fosse Clap Clap, uno dei pochi che ha parlato bene dei nostri) . Non c’erano i giornalisti. I P38 sono costruiti. I P38 fanno trap. I P38 vendono il biglietto a quasi 30 Euro… i P38 di qui. I P38 sono inopportuni. I P38 sono ignoranti. I P38 non fanno arte, fanno provocazione. I P38 non suonano. Etc etc. Ne ho sentite di tutti i colori. Per questa gente c’erano tante, anzi tantissime buone ragiorni per NON esserci. Ma i P38 hanno vinto. Hanno vinto la loro causa (e parlo di roba pesante…). E hanno spaccato l’Alcatraz. Tutti gli altri? Capovilla? Il grosso dei suoi colleghi? I giornalisti? Come il calcio italiano. A casa.
(fmazza1972)
















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